Concorderete con me che la partecipazione femminile alla vita politica italiana, sia a livello nazionale che a livello locale, è molto migliorata in questi ultimi anni: vi è certamente un maggior equilibrio tra uomini e donne nella percentuale di ministri, parlamentari e amministratori locali. Non saremo forse nella situazione ottimale e l’obiettivo 50-50 non è certo a portata di mano nel breve periodo, ma dobbiamo ammettere che sono stati fatti passi avanti notevoli. Insomma: le donne hanno una rappresentanza ormai numericamente importante nelle cariche politiche italiane.

Ora andate a vedere quante amministratrici donne sono state coinvolte in guai giudiziari, in particolare legati alla (mala)gestione delle risorse economiche pubbliche. Andate a memoria? Vi verrà in mente molto poco, quasi niente. Certo, fu chiesto il rinvio a giudizio di Rosa Russo Iervolino per la vicenda rifiuti a Napoli, il sindaco di Genova Marta Vincenzi fu indagata dopo l’alluvione del 2011, qualche altro caso sparso sul territorio si trova. Ma vi sfido a farmi al volo il nome di presidente di Provincia o Regione, di una parlamentare donna condannata per corruzione, malversazione di fondi pubblici, concorso esterno in associazione mafiosa etc. I Fiorito, i Lusi guarda caso sono tutti uomini, come pure il buon Matacena fresco fresco di arresto a Dubai.

Non sono né un antropologo, né un sociologo e neppure un criminologo e non posso affermare con certezza che le donne abbiano minor propensione a delinquere. Ho però la sensazione che sia molto difficile immaginare una donna che raccolga bustarelle e tangenti per appalti pubblici o che spenda i soldi dei contribuenti per festini, cene lussuose e vacanze esotiche. Ed infatti, se guardate la lista dei parlamentari condannati in via definitiva, sono tutti uomini.

Faccio allora la mia dichiarazione di voto. Ieri il governo non è caduto sull’Imu, forse cadrà sull’agibilità o meno di Berlusconi, bene che vada durerà magari ancora un anno. Insomma, è ora di costruirsi un orientamento per la prossima tornata elettorale. Il mio è molto semplice: sono fermamente convinto che l’emergenza numero uno in Italia sia il ripristino pieno della legalità a tutti i livelli (fiscale, nel rapporto con la pubblica amministrazione, negli appalti, nella tutela dei diritti dei lavoratori, nella guida degli autoveicoli etc.), elemento a mio parere fondante per risolvere i problemi di tipo economico e sociale che ci attanagliano.

Spero quindi vivamente che venga costituito un partito, formato solo ed esclusivamente da donne, che abbia come missione prioritaria la promozione della legalità e il ripristino, in tutti i settori e a tutti i livelli della società, di una cultura di rispetto e adesione alle norme di un vivere civile e solidale. Un partito composto da donne di specchiata storia e moralità. Donne capaci, professionali e che forniscono la garanzia di togliere per qualche anno l’Italia da quella melma di opportunismo, imbroglio e losco affarismo che troppo spesso caratterizza la nostra vita politica.

Se qualcuno coglierà questa idea, sappia che il partito conta già un voto garantito. Il mio.