“Questi qui non hanno midollo, ecco perché sparano contro la Santanchè. Lei è un’imprenditrice che fa politica per passione, al contrario loro. E’ colpa dei vari Cicchitto, Alfano e Gasparri se l’Italia è ridotta così”. Flavio Briatore interrompe la sua vacanza a Merano – “dove sono andato per riposarmi dopo un’estate di lavoro andata alla grande” – perché “per la Dani ci sono sempre: la conosco da 35 anni, dai tempi di Cuneo, e la stimo. E’ un’amica vera, che è riuscita a creare il marchio Santanchè”.

Lei disse della Campbell: “Naomi è un marchio, non una donna”. Vale lo stesso per la pitonessa?
Lei è ancora meglio: lavora 14 ore al giorno, è consistente, ha sempre supportato il presidente anche nei momenti difficili. Al contrario di questi personaggi che, prima delle scorse elezioni, già cercavano di posizionarsi su altri partiti, pensando che Berlusconi fosse morto. Se l’attaccano, è perché è diventata ingombrante.

Pensa che abbia così tanto potere, all’interno del partito?
Il fatto è che Berlusconi l’ascolta eccome, perché Daniela ha senso pratico. Si fida di lei, che non l’ha mai tradito, e si è sempre esposta in prima persona. Mentre chi la critica è solo capace di fare i pensierini della sera su cosa gli conviene di più. Ma dove vanno, Alfano o Gasparri, se Berlusconi esce di scena?

Gasparri l’ha tirata in ballo: “Morire per Berlusconi sì, ma per il Twiga no”.
Lo devo ancora ringraziare: mi ha fatto un sacco di pubblicità gratis.

Alla Santanchè, sua socia nella discoteca di Forte dei Marmi, avrà fatto meno piacere.
Ma Daniela deve tenere duro perché ha a che fare con gente che è solo capace di saltare da una poltrona di velluto all’altra. E la cosa drammatica è che della situazione italiana loro, che ne sono responsabili, se ne fregano. Ora parlano pure di elezioni anticipate, ma si può sapere a cosa servono se non cambiano prima la legge elettorale?

Però la stessa Santanchè ha detto che a giudicare il Cavaliere devono essere gli elettori.
Su questo non sono d’accordo: andare al voto in queste condizioni non sarebbe una mossa intelligente.

Quindi non condivide la linea dura dei falchi?
Io capisco che non accettino un alleato che ti vota contro sull’ineleggibilità. Anche perché il Pdl, senza Silvio, è un partito che vale il 7 per cento.

Ma tra le colpe del Pd non c’è quella di aver fatto condannare Berlusconi.
Infatti non è bello che il destino del governo dipenda dalle vicende giudiziarie di Silvio, ma bisogna ammettere che il suo è un caso particolare. E che 10 milioni di persone l’hanno voluto sapendo benissimo che aveva processi in corso. Quindi è indispensabile trovare una soluzione politica: Napolitano può e deve fare qualcosa.

Questa strada, stando alle voci che arrivano dal Colle, sembra sempre più impraticabile.
Infatti stavolta trovare una via d’uscita mi pare davvero molto difficile. Non mi chieda neanche cosa farei io al suo posto, perché ci vorrebbe la bacchetta magica.

Lei che di Berlusconi è amico, come pensa che stia vivendo questo momento?
E’ molto, ma molto amareggiato. E’ il ritratto di una persona non felice.

Perché teme il carcere?
Guardi, parliamo di un’opzione pesantissima, ma lui è un duro. Ha una tempra incredibile, e quando dice che rinuncerà ai domiciliari io ci credo.

Forse il problema, più che la reclusione, sarà il fatto che questa coinciderà con la sua uscita definitiva dalla politica. Nove mesi in galera sono tanti.
Io invece dubito che sarà la sua fine. Grillo non è in Parlamento eppure il leader indiscusso, pur stando fuori dal Palazzo, rimane lui, no?

Berlusconi che comanda dal carcere è un’immagine vagamente inquietante.
Di certo non mollerà. E conviene a tutti dato che, senza di lui, il Pdl è morto.