Venerdì alle 21,30 erano tutti in piazza Vittorio Veneto, accanto alla grande fontana con le tre anfore, a San Felice Circeo. Una trentina di persone in tutto, aspettavano il Tg3 per raccontare quello che in paese non va. “Abbiamo atteso a lungo – racconta Alessandro Cresti, romano, 71 anni, da anni residente del centro storico – poi è arrivata la telefonata che ci avvertiva che il servizio non sarebbe stato registrato: il sindaco ha chiamato in Rai per farlo annullare”. La notizia è stata confermata a ilfattoquotidiano.it da fonti di viale Mazzini. Chi è quel sindaco così potente che alza il telefono e chiama la tv di Stato per impedire ad una sua troupe di registrare un servizio già concordato? Non un amministratore qualunque, ma Gianni Petrucci, fino a pochi mesi fa presidente del Coni e oggi presidente della Federbasket, dal maggio 2012 anche primo cittadino di San Felice Circeo, gioiello turistico a 100 km da Roma, protagonista della Dolce Vita degli anni ’60. “Volevamo raccontare del disagio che vivono ogni notte i residenti del centro storico per la mancanza di controllo del territorio, di Petrucci avremmo parlato appena – continua Cresti – ma evidentemente al sindaco questa cosa non andava giù”.

Il paese è tutto un brusio, sabato mattina. L’appuntamento mancato ha lasciato l’amaro in bocca. Gli accordi erano presi: un operatore della testata regionale sarebbe dovuto arrivare in piazza e registrare un servizio di una manciata di minuti. Tre gli interventi previsti, qualcuno avrebbe raccontato dell’insicurezza percepita da chi vive nel borgo: Gina, una vita trascorsa tra le belle mura ocra della città vecchia all’ombra dell’imponente Torre dei Templari, a 80 anni non si fida più ad uscire di sera per concedersi una passeggiata; qualcun altro avrebbe fatto cenno agli schiamazzi notturni; un altro ancora delle condizioni in cui le strade del paesino vengono lasciate ogni notte da nugoli di ragazzini che sciamano fino all’alba. “Una situazione che dura da 2 o 3 anni – racconta Luigi, commerciante – la stazione dei carabinieri chiude presto la sera e se succede qualcosa devono arrivare da Terracina, che dista 15 km. Volevamo far presente la situazione e chiedere più controlli da parte delle forze dell’ordine”. Non c’è stato modo.

Alle 19 era già tutto deciso. Poche decine di minuti prima Petrucci aveva alzato il telefono e la chiamata aveva raggiunto i piani alti di viale Mazzini. Quindi le conseguenze si sono irradiate a cascata sui livelli inferiori. Prima su Maurizio Bertucci, vicedirettore della Testata Giornalistica Regionale. Quindi su Nicola Rao, caporedattore centrale del Tgr Lazio, che era in vacanza e ha dovuto chiamare in redazione per fermare la macchina che già si era messa in moto: l’operatore avrebbe dovuto raccogliere le testimonianze, poi un giornalista, che ora è in vacanza ma aveva dato la propria disponibilità, avrebbe registrato il servizio in voce. Risultato: operatore dirottato su una festa di paese in un borgo della pianura pontina e una trentina di sanfeliciani tra residenti e commercianti ad aspettare invano il suo arrivo. “Non ho chiamato nessuno – è la versione che Petrucci dà a ilfattoquotidiano.it – In questo momento sono anche in lotta con la Rai per via degli Europei di basket“. Una cosa però è l’impegno del presidente della Federbasket, altra è il fastidio del sindaco nel veder puntati i riflettori sulle cose che non vanno nel paese che amministra: “Guardi, in estate a San Felice passiamo da 10mila a 75mila abitanti, è inevitabile che qualcosa possa accadere”.

Le cronache degli ultimi giorni raccontano di quattro auto con gli specchietti rotti e 2 ventenni romani denunciati per danneggiamento aggravato, una rissa risalente alla scorsa settimana, schiamazzi lanciati nella notte da ragazzi in villeggiatura più turbolenti del solito per una birra di troppo. Nulla di estremamente preoccupante, ma sicuramente non un bel biglietto da visita per l’immagine di San Felice e del suo sindaco in un momento in cui il paese trabocca di turisti: “Volevamo far presente la situazione – conclude Cresti – Vorremmo che ci fosse più controllo del territorio. Forse se il sindaco si facesse vedere in piazza dopo le 22 accompagnato da un vigile urbano, la situazione migliorerebbe. Di certo non migliora se a noi cittadini viene impedito di esprimere il nostro disagio e di denunciare le cose che non vanno”.