Entro la fine del 2014 Parma avrà un nuovo campo nomadi. Nei mesi scorsi la giunta Cinque stelle di Federico Pizzarotti ha chiuso la vecchia struttura che sorge a nord della città, nella località Cornocchio, per avviare un progetto di riqualificazione che prevede una maggiore integrazione con il territorio e che metterà fine al problema dell’area, da tempo degradata e trasformatasi in una specie di ghetto.

Una realtà molto diversa dall’idea di Pizzarotti e dell’assessore al Welfare Laura Rossi, che prevedono invece di restituire alla città la zona rimessa a nuovo. Dopo la soluzione al caso del centro islamico, i Cinque stelle si mettono alla prova con un altro problema di integrazione, passando direttamente ai fatti. A cavallo di Ferragosto le sette famiglie di macedoni e bosniaci (tra cui 19 bambini) che abitavano nel Cornocchio hanno traslocato, alcune sono ospiti da parenti, altre sono andate a vivere in appartamenti privati o in affitto negli alloggi di accoglienza del Comune.

La notizia, rimbalzata in Rete tra social network e siti di informazione, ha però scatenato numerose polemiche, comparse anche sulla pagina Facebook del primo cittadino. “A quando pari diritti per chi paga le tasse?” scrivono alcuni lettori. E ancora: “Prima veniamo noi italiani, basta aiutare i rom”. Tanto che il sindaco Pizzarotti è stato costretto a intervenire per chiarire la situazione una volta per tutte. “Il campo nomadi del Comune di Parma è stato progressivamente smantellato e infine chiuso – ha spiegato sulla sua pagina di Facebook – da anni non si investiva più con decenza per la sua manutenzione, tanto che le gravissime condizioni in cui si trovavano le famiglie non rispondevano a normali livelli di sicurezza e vivibilità. È stato chiuso nella maniera più naturale e giusta possibile: non sgombrato (stiamo parlando di persone), ma liberato con progressività”.

Pizzarotti ha chiarito anche che il prossimo passo sarò quello di riqualificare e mettere in sicurezza la zona: “Azioni come queste – ha aggiunto – si sarebbero dovute attuare già anni fa: stiamo parlando di uomini, donne e di bambini, non di cose”.

Infine il primo cittadino Cinque stelle ha lanciato anche una frecciata contro la strumentalizzazione della notizia da parte di alcuni siti di informazione: “Questa la notizia reale. Per chi invece scrive articoli basandosi sulla pura fantasia (e ancora non si capisce perché), bisognerebbe ricordare che una questione come quella affrontata dal Comune di Parma, anziché porla sotto l’accento volgare del razzismo, dovrebbe considerarla sotto l’aspetto umano. Chi alimenta l’idea dell’esistenza di persone di serie A e persone di serie B, è convinto che esistano privilegi per alcuni e mancanza di diritti per altri. Noi agiamo secondo le disposizioni di legge, e poi secondo l’idea che i diritti, proprio perché tali, sono di tutti”.

Nei prossimi mesi cominceranno i lavori di riqualificazione ed entro un anno l’area del Cornocchio verrà risistemata e gestita in modo differente rispetto al passato. Da anni infatti il Comune aveva smesso di investire con continuità nel campo nomadi, fino al mancato rinnovo dei contratti di concessione, che ha reso difficile perfino gli interventi della cooperativa che lo gestisce e che ha fatto precipitare l’area in uno stato di abbandono, con problemi di sicurezza e perfino di legalità per chi vi risiedeva. Il finanziamento previsto per il 2014 è di 178.515 euro, a fronte dei 203.502 euro del 2013 e dei 233.922 dell’anno precedente. “In passato si è speso tanto e male. Negli ultimi anni il Cornocchio è stato abbandonato e le persone non potevano trovare lavoro o vivere normalmente perché non avevano una residenza regolare, oltre ai problemi di sicurezza e di igiene – ha concluso Pizzarotti – Noi stiamo studiando soluzioni diverse, come per esempio l’autogestione di alcune aree da parte dei residenti, senza costi per il Comune. La situazione andava gestita”.