Rabmobile - Il giro del mondo contromanoPrima di tutto vogliamo ringraziare quelli che ci hanno augurato un buon viaggio e dire loro che eventuali avvertimenti, consigli e dritte sono benvenuti, visto che il giro del mondo contromano lo costruiamo giorno per giorno, anzi, ora per ora. Ed ecco la cronaca della prima tappa di lunedì 19, da Imperia Oneglia a St Jean de Vedas, nei pressi di Montpellier.

Battesimo di fuoco per la Rabmobile, vera mattatrice della giornata. Se avevamo qualche dubbio residuo sulla possibilità di portarla con noi fino in Sudamerica, quei dubbi sono stati rasi al suolo. Più di 400 kilometri di autostrada in direzione Ovest, per abbandonare l’Italia e raggiungere il porto di Sète, dove mercoledì parte il traghetto per il Marocco.

Alla velocità di crociera di 80 chilometri orari, sotto una temperatura media di 34 gradi e un sistema di climatizzazione che si riduce all’apertura dei finestrini (sperando che non ti rimangano in mano) potrebbe sembrare una bella palla, e chi conosce quel tratto monotono di autostrada sa bene che è così. Se fossimo su un’Audi o una Mercedes non scamperemmo agli sbadigli, ma con la Rabmobile è un’altra musica. Con lei non ci si annoia mai. Adrenalina garantita meglio che in Caccia al ladro di Hitchcock.

Sull’Autoroute della Cote d’Azur impone da subito la sua legge, mostrandosi la vettura più lenta in assoluto, superata anche dai bisonti della strada. E non solo. Cigolii, ronzii, clak improvvisi e isolati. Ogni rumore desta sospetti, e ad ogni attimo c’è un rumore nuovo. Si sta sul chi vive, e non c’è discussione che tenga; perfino la polemica sul vero messaggio dei Sepolcri del Foscolo, viene interrotta sul più bello.

rabmobile spiaDopo i primi 100 chilometri, più o meno all’altezza di Cannes ecco il vero colpo di scena. La spia rossa della temperatura dell’acqua prima comincia a lampeggiare, poi diventa fissa e s’illumina d’immenso. Pietro, affettando una certa esperienza, raggiunge il primo autogrill e inizia un’ispezione al motore. Accorre un altro guidatore che si dichiara appassionato di meccanica, nonché nostalgico dei motori di una volta, e comincia un consulto in diretta. Nel suo serbatoio il liquido di raffreddamento ribolle come le rapide del Fiume Rosso. Potrebbe essere questo il problema, il guidatore appassionato di meccanica però non è convinto, e sospetta invece della ventola. “Il bulbo del radiatore passa il contatto, ma lei non gira”. Pietro si ricorda che una volta c’era una cinghia ad azionarla, ma ora è tutto elettrico, e il mistero si infittisce. “E comunque, state attenti, perché così si rischia di fondere la testata”.

Con questo monito del guidatore appassionato di meccanica si riparte, ma la la spy-story è solo all’inizio. La spia rossa si riaccende puntualmente sul cruscotto, più intensa che mai, ogni 50 chilometri, costringendoci a fermarci per almeno dieci minuti. Nei pressi di Aix-en-Provence, un’improvvisata di Pietro al motore scagiona definitivamente la ventola, sorpresa in piena azione. Calano le tenebre, si spera che la temperatura più fresca allunghi i tempi di autonomia a 60, forse 80 chilometri. Ma poco dopo Montpellier, la spia si riaccende implacabile e non vuol saperne di spegnersi nemmeno dopo una pausa di un quarto d’ora. Non resta che lasciare l’autoroute alla prima uscita, St Jean du Vedas, trovare un alberghetto, e all’indomani mettersi in cerca di un meccanico che possa mettere la parola fine la spy-story prima che la Rabmobile si ritrovi a percorrere le strade del Marocco.

Concludiamo con un appello ai meccanici, specie quelli di una volta. Perché il liquido di raffreddamento va in ebollizione dopo 40-50 chilometri ? E quanto va presa sul serio la minaccia del guidatore (“Se andate avanti, secondo me, fondete la testata”)?