Nel cuore della settimana di Ferragosto a Napoli la giunta de Magistris ha deliberato la nomina di 30 dirigenti a tempo determinato, tra cui quella del cognato dell’assessore al Personale Franco Moxedano e di uno dei curatori della campagna elettorale del sindaco arancione, Alessandro Nardi. Più o meno nelle stesse ore de Magistris rilasciava una intervista a Il Mattino per annunciare l’intenzione di ricandidarsi, di allacciare un rapporto più proficuo col Pd, e il ‘perdono’ degli assessori indagati, Pina Tommasielli e Tommaso Sodano, la prima accusata di aver fatto cancellare una decina di contravvenzioni alla sorella e al cognato, il secondo nel mirino della Procura per una consulenza sospetta. Resteranno entrambi al loro posto. Nello staff della Tommasielli, delega allo sport e allo stadio San Paolo, lavora come la cugina del sindaco, con un contratto che sarebbe scaduto in caso di esautorazione dell’assessore.

Queste le notizie. Presentate dalla stampa napoletana come ‘blitz di ferragosto’ e da alcuni consiglieri, anche di maggioranza, come esempi di ‘familismo amorale’. L’Idv, il partito che ha ‘creato’ il politico de Magistris, e che ora coltiva a livello centrale col sindaco rapporti freddi nonostante ufficialmente sia il gruppo consiliare più folto, ha diramato un comunicato durissimo a firma dei coordinatori campani Antonio Palagiano e Nello Di Nardo: “Sindaco fondamentalista con gli altri e garantista con se stesso, sconcertante la scelta di non allontanare gli assessori indagati”.

Per de Magistris è stato un agosto caldo, in tutti i sensi. Trascorso a Palazzo San Giacomo tra pile di carte e dossier amministrativi da mettere a punto. Niente ferie (consumate a fine luglio a Parigi), e un sacco di grattacapi: il bilancio da preparare e illustrato per sommi capi nei giorni scorsi, le polemiche sulla delibera per sanare le occupazioni abusive delle case popolari (poi ritirata), il Forum delle Culture che è ancora un grosso punto interrogativo, gli sviluppi e le conseguenze politiche delle inchieste: c’è quella sugli appalti della Coppa America, nella quale de Magistris è indagato insieme al fratello Claudio, consulente a titolo gratuito del Comune, e al capo di gabinetto Attilio Auricchio.

Poi le nomine dirigenziali e la scelta di confermare in giunta Tommasielli e Sodano. In seguito alle quali i consiglieri Pietro Rinaldi e Vittorio Vazquez si sono autosospesi dalla Federazione della Sinistra (il partito di Sodano) e di fatto non fanno più parte della maggioranza. De Magistris può comunque contare su numeri sicuri in vista del passaggio – delicato – del bilancio in aula, che avverrà entro settembre.

Il sindaco ha reagito con una lunga nota con cui respinge, punto su punto, critiche e insinuazioni. “Non posso accettare una campagna falsa, denigratoria e violenta che parla di parentopoli, familismo, blitz di ferragosto in merito alle nomine dei dirigenti del comune. Non posso che respingere il tentativo in atto, anche da parte di certa stampa, di ridurre questa amministrazione alla logica del ‘così fan tutte’, del tutti uguali, del niente cambia. Difenderò questa esperienza in tutte le sedi, comprese quelle giudiziarie, non escludendo di adire le vie legali di fronte ad accuse che non hanno fondamento”.

Nel merito delle nomine ferragostane, de Magistris spiega: “Non abbiamo pensato a vacanze, abbiamo sempre lavorato e abbiamo proceduto anche alla nomina dei dirigenti a tempo, in vista di una ripresa di settembre che deve vedere la macchina comunale pienamente operativa, possibile solo dopo aver avuto certezza ufficiale, a luglio, di aver portato la spesa per il personale sotto il 50%. Su 99 dirigenti di cui la macchina ha bisogno, ne abbiamo indicati 30 a tempo, di cui 27 operativi da anni all’interno del comune e contraddistintisi per impegno e professionalità in questi due anni. Dunque non personale a noi riconducibile politicamente, mi sembra evidente, ma personale qualificato e volenteroso”.

E il cognato dell’assessore Moxedano? “Lavora da 30 anni presso il Comune ed indicato dall’assessore al bilancio (Salvatore Palma, ndr) per la sua competenza”. Conclusioni: “Io non faccio il giudice dunque non assolvo, io non faccio il prete dunque non perdono. Semplicemente sono un sindaco che compie valutazioni politiche di cui si assume responsabilità piena, compresa quella relativa all’assessore Tommasielli”.