Il presidente Napolitano ha commentato il gesto di decine di bagnanti di Pachino, Siracusa, che hanno formato una lunga catena umana per tirare in salvo 160 migranti, caduti in mare, a pochi metri dalla spiaggia, tra loro molte le donne e i bambini, anche piccolissimi: “Hanno reso onore all’Italia”.

In questo caso, la pensiamo come il Presidente. Naturalmente questo non può farci dimenticare che esistono anche italiani che, invece, chiamano orango il ministro Kyenge, lanciano banane, pestano i trans e i gay, disegnano svastiche a Sant’Anna di Stazzema, cantano inni nazi nei parchi della resistenza, festeggiano il compleanno del boia Kappler, tanto per fare qualche esempio.

Così come sarà il caso di non dimenticare che, tra coloro che sono stati insigniti delle onorificenze della Repubblica, ci sono ancora condannati in via definitiva, e non solo quello di Arcore, evasori fiscali, esportatori di capitali, persone che hanno invece contribuito a disonorare l’Italia, dentro e fuori i confini nazionali.

Mai come in questo caso sarebbe bello che le onorificenze venissero, almeno simbolicamente, levate dai petti di costoro e consegnate a quelle persone che, a Pachino, hanno dato vita a una catena umana per mettere in salvo donne e uomini di altro colore, altra fede, altro continente. Chi, se non costoro, merita il titolo di Cavaliere della Repubblica?