“Noi difendiamo il nostro giornalismo”, dice ora la dirigenza del canale britannico Channel 4. Ma una cosa è certa: si profila una guerra su ogni fronte fra la stampa del Regno Unito e Ryanair, la compagnia aerea low cost, dopo la messa in onda di una puntata di Dispatches, da parte proprio dell’emittente britannica, che ha mostrato presunte mancanze da parte del vettore irlandese, in particolare per quanto riguarda la sicurezza dei voli.

Ora, infatti, arriva la querela e Robin Kiely, manager di Ryanair, con un comunicato pubblicato sulla versione britannica del sito, ha fatto sapere: “Ryanair rigetta questi tentativi falliti da parte di Channel 4 e/o da parte dei sindacati dei piloti europei di denigrare 29 anni di sicurezza provata, in un tentativo di promuovere la loro campagna, lunga 20 anni, per ottenere un riconoscimento delle sigle sindacali da parte di Ryanair. (…) Abbiamo dato mandato ai nostri avvocati di procedere per diffamazione contro questa trasmissione e Ryanair si aspetta che questa vicenda venga risolta in un tribunale”. Dalla parte della compagnia low cost ci sarebbe anche una recente pronuncia dell’autorità aeronautica irlandese (Iaa) secondo cui “Ryanair è allo stesso livello delle più sicure compagnie aeree europee”.

Ma, appunto, dietro questa vicenda, anche uno scontro che verte tutto sul ruolo dei sindacati. Altri giornali britannici, come il Financial Times, hanno pubblicato un sondaggio fra i piloti della compagnia dal quale emergerebbero alcune lacune. Secondo la società, quindi, si tratterebbe di una sorta di “vendetta” o almeno di pressione da parte delle sigle per poter affermare la loro presenza, finora negata, all’interno della compagnia low cost. Tuttavia, ora, a far esplodere la rabbia di Ryanair, c’è il programma di Dispatches andato in onda lo scorso lunedì che metteva in scena, oscurati e dietro anonimato, presunti piloti che lanciavano dure accuse sulla sicurezza del vettore. In particolare, fra le inadeguatezze imputate, anche il decollo di aerei con poco carburante, per rendere il mezzo più leggero e, quindi, per consumare meno.

Secondo Channel 4, negli ultimi anni, almeno in tre casi si è avuto un serio rischio di incidenti. E, secondo il sondaggio poi ripreso anche dalla stampa del Regno Unito, la maggior parte dei piloti Ryanair avrebbe evidenziato problemi di sicurezza. Quella dei costi del carburante è, oggi, una grande sfida per tutte le compagnie aeree, compresa la low cost irlandese, che opera con una flotta di 300 aerei. L’anno scorso, per il vettore, il costo totale dei rifornimenti si è attestato attorno a 1,9 miliardi di euro, il 18% in più dell’anno precedente e il 45% dei costi totali della compagnia. Secondo Ryanair, se un pilota utilizza più carburante del previsto, riceve semplicemente una lettera dal capitano della base con la quale gli si ricorda di studiare bene le procedure operative.

E il vulcanico Michael O’Leary, amministratore delegato, proprio qualche giorno fa ha ricordato come il 55% degli aerei Ryanair voli con una quantità di carburante persino superiore a quanto stabilito e concordato. Channel 4, comunque, rilancia e ripete: “Il nostro giornalismo non presenta punti oscuri” e, nonostante le smentite da Dublino, anche la stampa cartacea britannica continua a difendere le proprie inchieste. Si profila, dunque, una vera e propria battaglia legale, quasi sicuramente a Londra, con Ryanair che cerca conferme anche dal servizio aeronautico nazionale (Nats) e che pubblica un rapporto secondo il quale il vettore irlandese sarebbe uno dei più sicuri a volare nei cieli del Paese.