“Il Partito democratico non può perdere tempo a discutere delle stronzate elettorali di Silvio Berlusconi”. Il deputato Pippo Civati alla Festa Pd di Villalunga a Casalgrande (Reggio Emilia) non gira intorno a quello che potrebbe essere il tallone d’Achille del governo delle larghe intese. “Siamo in un periodo di crisi economica, non possiamo dire a chi può affrontare questa spesa di non pagare. Spero che non ci sia questo patto con il Pdl su questo punto”. Amareggiato il deputato che in Emilia è arrivato a pochi giorni di distanza dallo sbarco di Matteo Renzi e il suo bagno di folla. Candidato ufficiale alla segreteria, Civati tocca anche la nota dolente della data del congresso, prima annunciata e poi smentita dai dirigenti: “Rimandare ancora il congresso sarebbe una follia totale. Speriamo che le vacanze di Ferragosto portino consiglio ai dirigenti del Pd”.

Video di Giulia Zaccariello

Il suo intervento ha ripercorso gli ultimi difficili mesi del partito democratico, cercando di trovare un punto di rinascita. “Quello che è successo ad aprile è stato terribile, ripartire da Prodi, cui va tutta la mia amicizia e stima politica, e da Rodotà. Stefano Rodotà potrebbe stare qui stasera a dirci cose intelligenti, tutte cose che dovremmo avere a cuore”. Ha poi scritto su twitter Pippo Civati: “Quella sera dei 101 siamo riusciti a fare una strage, c’era qualcuno che voleva fuori non solo Prodi ma pure Bersani e Vendola. I 101 sono lì e sono contenti, volevano il governo con Berlusconi, hanno fatto anche il fintone di votare Rodotà. Verità politica è che non si sono mai manifestati, eppure hanno vinto. Sulla questione dei 101 andava fatto un processo interno”.

Il suo nemico, come ha ripetuto durante il discorso, resta il governo a fianco del Popolo della libertà: “Basta larghe intese, so che bisogna arrivarci con un percorso, ma iniziamolo, gli elettori hanno votato contro le larghe intese già a febbraio. Stiamo governando con il nostro peggior nemico, non appassioniamoci, il Pdl è la nostra alternativa. Non possiamo stare due anni al governo con Berlusconi in attesa che arrivi Marina”. E ha aggiunto: “questione politica, di distanza verso le istituzioni, occorre recuperare quattro milioni di voti nostri che hanno votato 5 stelle. Sul reddito di cittadinanza di Grillo abbiamo riso, ma la questione ammortizzatore sociale esiste, i precari li abbiamo fatti invecchiare”.

Pippo Civati parla a pochi giorni di distanza dalla direzione nazionale del Pd, quella che lui stesso ha definito una “direzione balneare” per i toni e le intenzioni. “Abbiamo paura e si vede: abbiamo inseguito Casini e Monti… abbiamo brutalizzato Vendola. I delusi del Pdl si sono rinfrancati e hanno ripreso speranza, dobbiamo recuperare gli altri, lo dico al mio amico Renzi”. E nonostante tutto però, il deputato ha sottolineato la sua volontà di cercare di farsi valere all’interno del gruppo dirigente: “Il partito lo decidiamo noi. Franceschini può dire ciò che vuole, ma siete voi a scegliere. Si è perso molto tempo per il dibattito vero, un partito che parla di se stesso è un equivoco da superare. C’è stata un’importante Direzione nazionale in cui non abbiamo deciso nulla. Mi aspettavo una data per il Congresso, sapere quando è il Congresso non è cosa banale, nessuno pensi di cambiare le regole in corsa”.