Se trapasseremo indenni quest’estate di crisi, di rinunce perfino alla gita fuori porta, perché la miseria è entrata nelle case di tanti italiani, se i colpi di coda del Caimano non ci costringeranno a mobilitarci in difesa della democrazia che è comunque già in grave pericolo per i ripetuti e costanti attacchi alla Costituzione, se alla ripresa autunnale nel dibattito politico ci si potrà confrontare sui temi veri che stanno nel cuore e nella testa della gente, in questo caso il prossimo congresso di Sinistra Ecologia e Libertà potrebbe essere la buona occasione per costruire un percorso del tutto nuovo, partecipato e di confronto sul futuro della sinistra in Italia.

Sel è nata affermando la propria vocazione a costruire un progetto che andasse oltre se stessa. Nel frattempo ha assunto una configurazione che ha in parte contraddetto quest’aspettativa. E’ stata innanzitutto e sostanzialmente il partito del leader, di Nichi Vendola che è però persona di valore e di spessore che non ha bruciato la sua immagine sull’altare mediatico della politica-spettacolo, com’è avvenuto per altri personaggi carismatici di questo scorcio di nuovo millennio, rapidamente declinati.

Intorno alla sua leadership si sono costruiti eventi e momenti politici positivi come le elezioni di Milano, di Genova e Cagliari e da ultimo la felice scelta di Laura Boldrini alla presidenza della Camera. Ma ci sono state anche fasi contraddittorie e di grave incertezza come le elezioni a Napoli e in Sicilia, fino alla deludente campagna delle primarie che ha segnato lo spartiacque e il limite di una strategia fondata sul rapporto organico con il Pd, naufragato per le contraddizioni interne, dal voto contro Prodi e Rodotà fino alle “larghe intese”.

Occorre costruire un’altra strategia che prescinda dalle vicende interne al Pd, pur se ovviamente non si può ignorare quel che avverrà con il prossimo congresso: cosa scaturirà da quel dibattito? Un nuovo Pd più consapevolmente riformista che guarda a sinistra? Difficile prevederlo, l’epilogo della vicenda di Pier Luigi Bersani lo dimostra, in ogni caso quel partito ha problemi costitutivi e d’identità che difficilmente riuscirà a risolvere mentre è fagocitato da una lotta per il potere, senza esclusione di colpi.

Il Pd continua a ondeggiare su di un baricentro moderato che va sempre più rafforzando il suo peso e il suo radicamento: la sua mission autentica è realizzare una nuova specie di Democrazia Cristiana che può indifferentemente allearsi con la sinistra e con la destra. Questa linea è incarnata da Matteo Renzi che è ormai proclamato il vincitore del prossimo congresso: le primarie a questo punto a cosa serviranno? Significativo che l’altro contendente sia Enrico Letta. Le componenti della sinistra storica fanno da cornice e al massimo testimoni del bel tempo che fu, mentre gli apparati del sistema di potere reale dalla cooperazione, ai corpi intermedi all’Emilia Romagna, hanno già fatto la loro scelta.

Ora come non mai Sel può contribuire a realizzare quell’altra gamba, forte, autonoma e decisiva di un possibile centrosinistra, ma non in posizione minoritaria. Occorre per costruire questo progetto, un programma di trasformazione sociale, europeista e antiliberista, la linea politica ideale e programmatica, di una nuova sinistra che vuole affrontare le contraddizioni della democrazia e portare la lotta al liberismo e al capitalismo finanziario a un livello più avanzato.

Socialismo e libertà, un nesso inscindibile che chiude definitivamente con i limiti del novecento e inaugura una nuova lunga fase di egemonia delle idee di uguaglianza e di riscatto sociale nella libertà che sono il sale della lotta per la democrazia di questo secolo.

Per farlo Sel deve perdere il carattere d’irrisolta approssimazione che l’ha contraddistinta dagli inizi a oggi, così come quello emblematicamente incoerente di partito delle nomenclature locali e nazionali, dominanti su tutto e sostanzialmente escludenti di ogni forma di effettiva partecipazione.

Un soggetto che si apre alla società civile, che dialoga con i movimenti che sostiene le esperienze dal basso e le battaglie civili. Un soggetto che dialoga con tutte le realtà della sinistra non per ricostruire cartelli di “stati maggiori” (abbiamo già visto com’è andata a finire), bensì processi inclusivi d’innovazione culturale e politica, per questo conviene una buona volta che si abbandonino i “Gaberiani odi di partito”, si può sperare?

Un soggetto politico del tutto nuovo che si può impegnare per una politica economica ambientalista, per combattere frontalmente le false promesse del sogno liberista, per promuovere le nuove forme di democrazia che nascono dal web, per cui una nuova generazione può emergere dalla sua condizione di precarietà e divenire protagonista del cambiamento.

Un soggetto che sappia essere alleato autorevole del PD, che non cala la testa davanti a evidenti contraddizioni e non si nasconde in sotterfugi tattici, che sa dire di no quand’è necessario e sa anche assumersi le sue responsabilità, fino alla rottura dell’alleanza se la situazione in ultima analisi, responsabilmente lo richiede, com’è avvenuto in Parlamento e come normalmente non avviene mai nei contesti locali, e questa contraddizione si paga in termini di credibilità e di consenso

Un soggetto vivo, autentico non effimero, un soggetto della sinistra che sa fare il suo mestiere al servizio dei lavoratori, della parte sofferente della società, dei cittadini e del Paese. Un soggetto che può raccogliere molti consensi , perché esce dalla marginalità e dall’atomizzazione di sigle del passato antico e recente e si connette con ciò che di autentico si muove nella società, conferendogli l’efficacia di un progetto politico organizzato. 

E’ questa l’occasione vera per organizzare la partita, ma è anche l’ultima. Il tempo non ammette repliche.