Renzi scalpita, Letta jr forse ci prova, la vecchia guardia cerca di mantenersi in sella. La lotta per il potere in casa Pd passa dalle schermaglie pre-congressuali. La questione delle regole è sostanziale. Da esse può dipendere l’esito della consultazione, e dunque la leadership del partito e in prospettiva il futuro governo del Paese. Se ne è parlato ieri sera alla Direzione dei democratici, ma la decisione finale probabilmente arriverà a settembre, quando sarà più chiaro il quadro politico, al momento destabilizzato dalla condanna definitiva a 4 anni per frode fiscale inflitta dalla Cassazione a Berlusconi. Due i temi principali: chi ammettere al voto e chi candidare alla presidenza del consiglio. Mentre i dirigenti cercano l’accordo, che cosa ne pensano attivisti e simpatizzanti di base? ‘Uomo da marciapiede’ è andato a chiederlo alla “festa democratica” dell’Emilia Romagna, a Villalunga di Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, ottenendo un’ampia gamma di risposte. Sotto traccia una comune preoccupazione, che riflette lo scontro al vertice. In buona sostanza, sembra di capire, chi sostiene Renzi o altri possibili candidati esterni all’apparato chiede primarie aperte a tutti “per il massimo coinvolgimento degli elettori” e una corsa unica, per il segretario nazionale che diventa anche candidato del partito alla presidenza del consiglio. Chi invece si sente più legato alla vecchia guardia del Pd preferirebbe primarie riservate ai tesserati “per evitare infiltrazioni dall’esterno” e separazione fra leadership di partito e carica istituzionale. E voi cosa ne pensate? Dite la vostra nei commenti e votando la risposta che vi convince di più di Piero Ricca, riprese e montaggio di Cristina Mazza