Una ne fa e cento ne pensa. Ed è meglio così, perché se ne pensasse una e ne facesse cento finirebbe quasi subito il Codice Penale. Comunque, sia ecco il Silvio Beach Tour 2013, annunciato da Libero, il famoso giornale satirico diretto da Maurizio Belpietro. In sostanza, una peregrinazione tra le migliori spiagge italiane (da Riccione a Sabaudia, da Portofino a Forte dei Marmi, senza dimenticare la Sardegna), dove l’ex Cavaliere batterà la battigia per convincere gli italiani che lui è innocente e che è urgente inventare qualche barbatrucco che gli eviti la galera e l’espulsione dalle istituzioni.
Purtroppo Libero non ne sa molto di più. Ci sarà una petizione da firmare, questo è certo, ma di cosa si tratti non si dice, non si sa. Amnistia? Grazia? Prezzo del cocomero? Una moratoria sulle granite? Una volta riformata la giustizia sotto l’ombrellone, i bambini potranno fare il bagno anche dopo mangiato? E soprattutto, come si presenterà il condannato ? Travisato da venditore di cocco fresco? E nemmeno è facile dire come gli italiani in vacanza prenderanno l’iniziativa, per la quale è legittima una certa perplessità: possibile che dopo averci frantumato i cosiddetti per undici mesi in un anno, il frenetico ometto venga a importunarci anche sotto l’ombrellone? In ogni caso, se siete al mare aspettate a piè fermo: è possibile che tra una partita di racchettoni e un bagno, tra gli spaghetti alle vongole e la sfiancante corvée del gonfiaggio materassini (chi ha figli sa) si possa avere qualche spettacolino gratis, tipo il condannato che tenta di impietosire migliaia di portatori sani di infradito. Della serie: proviamole tutte. 
Resta inteso che da buon pubblicitario, Berlusconi parlerà al suo target: le spiagge che elenca Libero, con la doverosa eccezione di Riccione che è piuttosto mass-market, sono tra le più prestigiose d’Italia, sabbie per alti redditi, dove probabilmente l’eventualità di incontrare colleghi evasori fiscali sarà piuttosto alta. Ma resta, e va notata, l’orribile discriminazione. E chi sceglie la montagna? E chi va in collina? E gli italiani in coda al Louvre li vogliamo trascurare? Ma il clou del Silvio Beach Tour, già lo sappiamo, sarà in Toscana e per la precisione a Capalbio. Riviera di sinistra, elegante e intellettuale, dove se leggete i nomi sulla lista degli ombrelloni sembra di sfogliare Repubblica o l’Unità. Ebbene sì, il Berlusconi da spiaggia passerà anche da lì, e forse persino all’Ultima Spiaggia, il bagno democrat per antonomasia. Riuscirà il nostro eroe a perpetuare le larghe intese anche sul bagnasciuga?
C’è da scommettere che i cenacoli della sinistra che conta gli riserveranno un’accoglienza migliore di molte spiagge proletarie, dove rischierebbe forse il gavettone o il lancio di bucce di cocomero. Dopotutto, si mormora sotto gli ombrelloni di Capalbio, come del resto in larga parte del Pd, la sopravvivenza del governo Letta è la priorità, e tutto il resto, compreso il ridicolo di un paese con 180 miliardi di evasione fiscale che riflette sull’agibilità politica di un evasore fiscale, è secondario. Anzi, forse già si dibatte su chi dovrà fare il giudice nella gara di biglie sulla sabbia: non un comunista, né una donna coi capelli rossi, né un Tupamaros della Cassazione. In più conoscendo l’ésprit de finesse del nostro uomo, è prevedibile un incremento degli eleganti concorsi “Miss maglietta bagnata”.
Aspettate che siano note le date del tour e vedrete. Una cosa è certa: “Ultima spiaggia” non è mai parso nome più azzeccato.
Il Fatto Quotidiano, 8 agosto 2013