Tanti e vari sono i problemi che affliggono il mondo. Mondo del quale, pur se tendiamo a volte a dimenticarcene, facciamo parte anche noi cittadini italiani, di prima seconda, terza ed ennesima generazione. 

Basti pensare alle questioni ambientali e al mutamento climatico. Un ecosistema che sempre meno pare gestibile affidando alle cosiddette forze economiche lo sfruttamento delle risorse, con tutte le sue molteplici implicazioni in tema di esaurimento delle stesse, di distruzione della biodiversità, di cambiamento climatico, di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, ecc.

O allo strapotere acquisito dalla finanza. Il capitalismo da casinò che si è progressivamente imposto negli ultimi quarant’anni tende a concentrare su di sé, in virtù dei meccanismi di accumulazione e moltiplicazione dei titoli sganciati da ogni riferimento dall’economia reale, come mirabilmente spiegato da Luciano Gallino nel suo Finanzcapitalismo, poteri decisionali enormi e fuori da ogni controllo, al punto da imporre a una politica sfibrata e depauperata di ogni senso evidente, le sue scelte, in termini sia di contenuti, che di metodi, che di persone da porre “alla guida” dei vari Paesi. Si veda, per quanto ci riguarda, il progetto di modifica costituzionale che raccoglie in buona misura le istanze avanzate dei centri del potere finanziario. 

O alle crescenti diseguaglianze esistenti in campo sociale sulla scena mondiale, dove gruppi sempre più ristretti di super-ricchi prosperano in modo mai visto in nessuna epoca a scapito di una crescente massa di persone sempre meno in grado di soddisfare i bisogni più essenziali. Anche da noi in Italia. Situazione tanto più paradossale se pensiamo alle possibilità offerte da scienza e tecnologia, sempre che esse siano applicate in modo razionale e sulla base del criterio di un effettivo interesse generale.

O alle violazioni dei diritti umani, spesso commesse dai poteri forti di ogni genere ai danni della vita, della libertà e della privacy dei singoli. A volte in nome di una lotta al terrorismo, strumento in realtà impiegato quando conviene, come dimostrano le migliaia di morti fatti a Cuba da gruppi terroristici finanziati e ispirati dall’amministrazione statunitense negli ultimi cinquantacinque anni, e tanti altri esempi in giro per il mondo. Viene duramente colpito chi, come Bradley Manning, Snowden o Assange, apre uno squarcio di verità sui metodi inammissibili usati dal sistema imperiale, fortemente connesso al potere finanziario e delle multinazionali, mentre i criminali contro l’umanità vengo lasciati liberi di commettere i propri crimini.

O alla tendenza alla guerra e alla ripresa degli armamenti. Che vivono e ricevono nuovo alimento dalla mancanza di volontà di dare soluzioni eque e condivisibili ai principali problemi mondiali, a partire dalla questione palestinese, alle dure lotte in corso all’interno degli Stati arabi, e in molti altri scenari.

O alla ripresa del razzismo e della discriminazione, come pure del sessismo, anche nelle forme estreme del femminicidio, come risposta offerta ai più demuniti fra gli oppressi. Non importa se sei oppresso e sfruttato, se non arrivi a fine mese e non conti nulla a livello politico, potrai sempre rivalerti sul “negro”, sull’immigrato e sulla donna, a maggior ragione se è la tua compagna di vita. Se poi ti sfoghi tirando banane su una donna che è anche nera, e per giunta ministra della Repubblica, hai raggiunto il massimo dello sfogo possibile per i frustrati.

Questi, alcuni fra i problemi più acuti che si presentano all’umanità nel suo complesso. Del quale facciamo parte, ripeto, anche noi Italiani, afflitti a volte da una sorta di eccezionalismo alla rovescia (“dovremmo liberarci da noi stessi”, scrivevano alcuni commentatori al mio ultimo blog, posizione demenziale ma che fa parte a pieno titolo del piagnonismo nazionale e che costituisce un’ottima scusa per continuare a non fare nulla contemplando il proprio vacuo ombelico e pensando a quanto siamo fatti male).

Possiamo avere posizioni diverse fra noi riguardo ai temi menzionati e non pretendo certo di essere il possessore della verità assoluta anche se rivendico le mie convinzioni profonde che derivano da molti anni di esperienza. Su una cosa tuttavia vi chiedo di essere unanimi. Finché, anziché di queste problematiche di importanza epocale, continueremo ad occuparci di Silvio Berlusconi e delle sue imprese, continueremo a perdere tempo ed energie che potrebbero essere spese meglio.

Si metta quindi definitivamente in soffitta il nostro campione. Domiciliari, o attività sociali, o un bell’esilio dorato in qualche località di sua scelta. Purché la smetta di occupare abusivamente i nostri pensieri. Ovviamente a tale fine si richiede, come ho scritto più volte negli ultimi tempi, che si ponga fine immediata al governo Letta (un’altra perdita di tempo, il governo che ha fatto del sistema italiano del rinvio e del tiriamo a campare la sua ragione d’essere e il suo stemma, all’insegna dell’esclusiva sopravvivenza perniciosa di una classe politica oramai priva di ruolo e di significato). Nuova legge elettorale ed elezioni subito. Per ripartire, senza i dinosauri, virtualmente già estinti, ma che continuano ad aggirarsi impuniti per le nostre terre atterrando con le loro zampate violente e insostenibili ogni speranza di futuro. Il primo fra di essi si chiama Silvio Berlusconi. Ma ce ne sono altri, annidati da molte parti. Cominciamo da lui e poi tutti gli altri.