“Ritroviamoci tutti insieme per elaborare un progetto comune e per fissare una grande inziativa per la salvaguardia della Costituzione…”, più o meno con queste parole, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky e Maurizio Landini, hanno rivolto un appello a quanti, hanno fatto sentire la loro voce contro qualsiasi ipotesi di stravolgimento della nostra carta fondamentale.

Tra questi gli oltre 300 mila cittadini che hanno firmato l’appello pubblicato dal Fatto con la piattaforma Change.org.

Mai come in questo momento serve una grande generosità politica e civile e la capacità di anteporre l’interesse generale a ogni interesse particolare, di parte, di partito, di sigla, di associazione, di movimento.

Per quanto ci riguarda, come articolo 21, abbiamo aderito all’appello e risponderemo alla convocazione di Rodotà, Zagrebelsky e Landini, augurandoci che lo stesso facciano tutti coloro che hanno nel cuore e nella mente la legalitá repubblicana.

Non si tratta solo di dire No a ogni ipotesi di intesa con chi marcia contro i tribunali, dileggia la divisione dei poteri, accarezza le peggiori pulsioni di una destra razzista e leghista, strizza persino l’occhio ai peggiori nostalgici, ma anche di dire Sí alla attuazione completa della Carta fondamentale.

Chiamiamoli comitati per l’attuazione della Costituzione, rendiamo chiaro a milioni di persone come l’attuale degrado etico, politico, istituzionale, non derivi da “Questo impiccio”, ma dal mancato rispetto della medesima.

La distruzione del principio di uguaglianza, il trionfo del conflitto di interessi, l’immunitá diventata impunitá, l’alterazione dell’equilibrio tra i poteri, gli editti bulgari contro giudici e giornalisti, il tentativo di espellere i sindacati non graditi, la privatizzazione dei beni comuni, il mancato rispetto delle diversità e delle differenze, l’umiliazione dei diritti della persona e dello stato laico, la violazione dell’articolo 11 della Costituzione, per fare solo qualche esempio, sono altrettante deviazioni dalla strada maestra e sono la causa del degrado e non viceversa.

Berlusconi sa bene che non avrà né la grazia, né il salvacondotto, per questo, prima di lanciare la figlia Marina, punta almeno a strappare una riforma in senso presidenzialista e, soprattutto, una drastica riduzione dell’autonomia del Patlamento, (già ridotto ad un ruolo residuale), di quella della magistratura, e di lasciare inalterato il suo conflitto di interessi, quello che gli permette di mandare in onda, a reti semiunificate, le videocassette.

Peraltro tutti questi punti erano al centro del piano di Licio Gelli, con buona pace di chi, anche nel centro sinistra, finge di non ricordare.

Per questo é necessario dar vita ai Comitati per la attuazione della Costituzione e programmare per l’autunno, non una sola, ma centinaia di piazze, reali e virtuali.

In questi giorni alcuni meditano di raccogliere firme per chiedere l’ammistia per Berlusconi.

A tutti noi, invece, spetta il compito di continuare a raccogliere firme per impedire che il “Colpo di grazia” possa essere dato non a un condannato, ma alla Costituzione repubblicana.