Annullamento della seduta odierna della commissione Esteri che si è occupata di Tav. Lo chiede il Movimento Cinque Stelle alla presidente della Camera Laura Boldrini. I Cinque Stelle hanno chiesto anche la convocazione d’urgenza della Conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Al centro della questione i tempi di intervento concessi dal presidente della commissione, Fabrizio Cicchitto, ai parlamentari che hanno partecipato al dibattito. La commissione doveva esaminare il trattato Italia Francia. Secondo i deputati del M5S “il presidente Cicchitto avrebbe imposto la contingentazione dei tempi di intervento ad un massimo di venti minuti per gruppo parlamentare, violando palesemente il regolamento in quanto la decisione può essere presa soltanto se c’è l’unanimità dei gruppi”. “Ci ha tolto la parola mentre discutevamo i nostri emendamenti”, spiega Maria Edera Spadoni.

“E’ la seconda volta in una settimana che abbandoniamo i lavori in commissione – hanno detto i deputati del Movimento Cinque Stelle – Il Parlamento è completamente esautorato e spogliato delle sue prerogative. Avevamo presentato circa 30 emendamenti e avevamo chiesto di tenere conto di prescrizioni e standard di sicurezza ambientale che l’accordo contempla e che i cantieri ancora non rispettano. Il regolamento della commissione prevedrebbe 10 minuti di intervento a deputato per ogni emendamento. Invece, votando a maggioranza, al di fuori delle regole, i partiti delle larghe intese hanno ridotto i tempi a 20 minuti per gruppo. A questo punto abbiamo ritirato gli interventi e abbiamo abbandonato i lavori in commissione”. “Tutto ciò – dicono ancora i deputati M5S – capita mentre in Valsusa la polizia circonda un presidio pacifico No Tav e compie identificazioni e arresti”. Tre attivisti del movimento No Tav infatti sarebbero stati arrestati dalla polizia per il blocco sull’autostrada Torino-Bardonecchia. Si tratterebbe, secondo fonti qualificate citate dall’Ansa, di due uomini e una donna, accusati di resistenza aggravata. Gli investigatori, coordinati dal pm Antonio Rinaudo, stanno valutando le posizioni di altri nove attivisti fermati. Secondo quanto si apprende, tra loro vi sarebbe anche Nicoletta Dosio, storica portavoce del movimento No Tav.

Gli eletti del Movimento entrano poi nel merito: “Avevamo, ad esempio, chiesto di tenere in conto le prescrizioni sul danno ambientale nell’alta valle. Avevamo chiesto di valutare le emissioni di gas Radon o ancora una Valutazione di impatto ambientale che escluda la presenza di amianto sotto la collina di Rivoli. Senza dimenticare i rischi legati al Co2 o l’enorme sottrazione di acqua al gruppo del Moncenisio e dell’Ambin. Giusto per citare alcuni dei nostri emendamenti”. Infine i deputati chiudono: “Lo schema è sempre lo stesso. Il Parlamento viene calpestato e svuotato per le tante ragioni di Stato che vengono utilizzate a pretesto per coprire abusi, sprechi e scandali d’ogni sorta”.

Ma Cicchitto non ci sta e replica: “Oggi la Commissione Esteri della Camera si è riunita per oltre otto ore di fila per esaminare in sede referente il disegno di legge di ratifica dell’accordo italo-francese sulla Torino-Lione. La quasi totalità del tempo è stata utilizzata dal Movimento Cinque Stelle, grazie al fatto che l’Ufficio di presidenza, comprendendo il rilievo politico annesso all’argomento da quel gruppo parlamentare, ha destinato un’intera giornata di lavoro all’esame degli emendamenti. A questo proposito, mi preme sottolineare di averne dichiarati ammissibili oltre 30, adottando un indirizzo particolarmente estensivo rispetto all’oggetto che è quello della ratifica di un accordo internazionale”. “E’ infatti di tutta evidenza – aggiunge Cicchitto – il fatto che la Commissione Esteri non può essere chiamata a rifare il processo decisionale che ha portato alla progettazione della Torino-Lione e che l’Assemblea della Camera ha ribadito non più tardi dello scorso 5 giugno votando una serie di mozioni che impegnano, tra l’altro, il Governo a concludere il più rapidamente possibile l’iter di ratifica. Ciononostante, tutti i componenti della Commissione del Movimento Cinque Stelle sono intervenuti quando hanno voluto su ciascun emendamento ed anche a 26 componenti di altre Commissioni è stata concessa la parola nei termini regolamentari che prevedono, per la sede referente, l’applicazione di criteri di economia procedurale”. Insomma, Cicchitto si dice convinto “di avere garantito il pieno rispetto del diritto della minoranza ad esprimersi in seno alla Commissione da me presieduta e di quello della maggioranza di portare avanti il procedimento, così come intendo fare nelle successive fasi di esame che riguarderanno la valutazione dei pareri che saranno resi dalle Commissioni competenti in sede consultiva e quindi il conferimento del mandato al relatore a riferire in Assemblea”.