Non è un caso di decrescita felice e neppure un uso sapiente delle risorse energetiche, si tratta solo di una pessima figura. All’Arcea, l’Agenzia della regione Calabria che gestisce le erogazioni per l’agricoltura, hanno staccato la luce. Dopo due solleciti di pagamento caduti nel vuoto, l’Enel ha ridotto drasticamente la fornitura di energia elettrica della sede di Catanzaro. Da venerdì scorso il lavoro dei dipendenti è pressoché bloccato, niente computer e niente server. Un vero e proprio impasse per l’importante organismo della Regione che si occupa delle centinaia di migliaia di agricoltori e aziende agricole calabresi che costituiscono il tessuto produttivo della Regione.

“L’attività di Arcea è volta a garantire agli operatori agricoli l’efficienza e la trasparenza nella gestione delle pratiche di finanziamento con la semplificazione delle procedure e la qualità del servizio offerto”, recita il sito internet dell’ente che distribuisce gli aiuti, i contributi e i premi di matrice Ue come quelli provenienti dallo Stato e dalla Regione stessa. Pur armati di carta, penna e ventaglio, complice il gran caldo di questo giorni, il paradossale black out dell’ente pagatore che non paga le bollette, ha registrato ulteriori dettagli degni di nota. “Per superare l’emergenza – scrivono Gaetano Mazzuca e Roberto De Santo del Corriere della Calabria che, a più riprese, si è occupato dell’Arcea – è stato messo in funzione un generatore a gasolio, tra l’altro ottenuto con un finanziamento europeo e non regionale, che ha consentito quantomeno di svolgere l’attività lavorativa, almeno fino ad oggi, quando anche questo stratagemma non si è potuto adottare per carenza di gasolio”.

Buio a mezzogiorno, insomma. Le casse dell’ente sono praticamente vuote e la Regione, che pure ha messo in bilancio i fondi per l’Arcea, non ha ancora provveduto a trasferirli, mentre, il primo agosto scorso, si è insediato il nuovo commissario, Maurizio Nicolai, in sostituzione del dimissionario Raffaele Cesareo. Illuminante (è il caso di dire) la lettera che i dipendenti dell’Agenzia regionale hanno inviato pochi mesi fa al governatore, Giuseppe Scopelliti, all’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Trematerra, e all’allora commissario straordinario Cesario: “Si profilano serie incertezze per il proseguimento delle attività della stessa Arcea, definita da più parti una struttura d’eccellenza, che, nell’attuale periodo di crisi economica, ha finora garantito la regolarità nella erogazione dei contributi europei, consentendo la sopravvivenza delle aziende agricole calabresi e dei loro dipendenti”.


Secondo quanto riportato nella missiva, la causa di questa situazione sarebbe “da imputarsi alla Regione Calabria che non ha provveduto al trasferimento del contributo necessario a far funzionare l’Agenzia per l’anno 2012 e si accinge ad approvare, col bilancio di previsione 2013, uno stanziamento del tutto insufficiente ad assicurare la prosecuzione delle ordinarie attività istituzionali e la sostenibilità finanziaria dell’ente nel breve periodo”. Agli inizi del 2013, l’assessore Trematerra, ricordando le erogazioni da capogiro effettuate dall’Arcea (400 milioni di euro), gli “sforzi” e “i risultati positivi”, affermava: “Si tratta di un risultato straordinario, ottenuto senza progetti coerenti o sponda, senza intervento alcuno da parte dell’amministrazione centrale o dell’organismo comunitario, reso possibile dal proficuo lavoro del Dipartimento Agricoltura e dalla sensibilità e attenzione che il governatore Scopelliti ha riservato a questo comparto ritenuto sempre più cruciale per l’economia calabrese”. Prima di oggi, non aveva mai trovato una così solida conferma, la celebre frase di Hegel: “Al buio tutte le vacche sono nere”.