Dopo il successo dei Fori Pedonali – rimbalzati sui media di tutto il mondo – e all’indomani della manifestazione del Pdl/Forza Italia in via del Plebiscito – con tanto di segnali stradali segati per fare posto al palco non autorizzato – il sindaco di Roma Ignazio Marino lancia la sua nuova idea urbanistica: “Pedonalizziamo Berlusconi”.

Il progetto del sindaco è esposto in una nota del Campidoglio: in breve, il Comune di Roma offre a Berlusconi, quando ad ottobre dovrà scegliere come scontare la propria pena, di optare per la pedonalizzazione della sua persona – che rientrerebbe nell’opzione “servizi sociali”.

Se così farà, Berlusconi dovrà stendersi sulla schiena e diverrà calpestabile; e pedoni, ciclisti, gente con i rollerblade e i turisti potranno passarci sopra – un po’ come lui ha sempre fatto nei confronti della Costituzione e, da ieri, anche nei confronti della segnaletica stradale e delle regole di occupazione del suolo pubblico.

“Berlusconi sarà la passeggiata dei romani, anzi, di tutti gli italiani” spiega il sindaco Marino “perché con tutti quei lifting il suolo è liscio, e ci puoi camminare sopra anche con i tacchi a spillo che stai sicura che non ti si incastrano – a differenza che sui sampietrini o sulle grate per strada. C’è giusto la cunetta della panza, ma sarà adattata come rotatoria per la pista ciclabile. Nessun problema invece per il fallo in erezione: come hanno assicurato gli speleologi, da dopo la condanna in Cassazione non gli s’alza più. Inoltre, essendo basso, la passeggiata sarà corta e piacevole. E con la sovraintendenza stiamo già studiando un percorso archeologico per ammirarne le rovine.”

Il Pdl protesta: “La pedonalizzazione di Berlusconi creerebbe solo caos e problemi alla viabilità: tutte le persone che vorrebbero metterlo sotto con la macchina – che sono tantissime – sarebbero deviate, con conseguente congestione del traffico nelle vie limitrofe”.

Ma per ora il progetto del Comune di Roma va avanti – anche perché potrebbe portare ad un aumento del turismo a Roma del 500%.  Chi vivrà, vedrà; e forse ci camminerà sopra.