In Grecia riapre la tv di Stato. Ma gli spettatori-cittadini già si interrogano su come sarà possibile fare informazione, libera e indipendente, con professionisti su cui penderà la Spada di Damocle di contratti da 2 o 4 mesi. A 96 ore dalla chiusura delle selezioni per la nuova tv di stato greca Nerit, dopo la chiusura della storica Ert, il ministro dell’informazione Pantelis Kapsis detta tempi e modi della ristrutturazione del primo polo radiotelevisivo pubblico chiuso dalla troika. Ci sono 8mila domande per 589 posti di lavoro. Come risulta dal bando di gara, ai neo assunti sarà offerto un contratto di soli due mesi e lavoreranno all’interno dell’istituto di transizione fino al taglio ufficiale del nastro che non potrà avvenire prima dello sgombero della sede ateniese di Agia Paraskevi, da dove ancora trasmettono “clandestinamente” gli ultimi irriducibili giornalisti sotto la minaccia degli arresti. Il bilancio di previsione di Nerit si attesta attorno ai 6,5 ​​milioni e le domande potranno essere presentate online entro la mezzanotte del 9 agosto. Un punteggio maggiorato di 200 punti verrà assegnato ai quei dipendenti che in occasione della chiusura di Ert erano stati licenziati in tronco, con la previsione di ampliare il personale fino a 1.453 unità entro autunno.

“Entro 15 giorni andrà in onda il primo programma” ha dichiarato il ministro Kapsis. Allo stesso tempo ha sottolineato che l’80 per cento dei dipendenti che eseguiranno almeno il primo periodo transitorio saranno assunti per massimo 4 mesi. L’ondata di assunzioni sarà completata solo dopo il secondo concorso di cui entro un mese si conosceranno i dettagli. Ha inoltre nominato un consiglio di sorveglianza composto da 7 membri che avrà il compito di monitorare trasparenza e attendibilità di nomine e politiche. Le sette personalità provengono da diversi campi della vita culturale e intellettuale del Paese, come i giornalisti Anna Damianides e Andreas Zulias, il produttore cinematografico Tatiana Karapanagioti, Luca Karytinos, direttore artistico del Teatro dell’Opera Nazionale; Theodore Fortsakis, presidente della Scuola di Legge dell’Università di Atene già membro della Commissione per la concorrenza, ed esperto del Consiglio d’Europa e consigliere legale del primo ministro (1990-1991); lo scrittore Chris Chomenidis e Simos Simopoulos, rettore della Università Tecnica Nazionale di Atene ed ex ministro delle Infrastrutture, Trasporti e Reti; è stato colui che ha dato l’ordine di chiudere l’11 aprile scorso il magazine on line Indymedia Atene. La ragione, secondo un annuncio del rettore, era che il sito aveva trasmesso senza una licenza giornalistica e accusato di eversione.

La ristrutturazione di Ert è stata contestata da un gruppo di manifestanti che hanno protestato fuori dalla sede del ministero scandendo slogan contro la troika e contro il governo Samaras (in procinto di partire per Washington dove sarà ricevuto dal presidente Obama) ribattezzato “delle larghe intese con Berlino”. Alla dimostrazione hanno preso parte alcune cittadine a petto nudo che hanno emulato le Femen. Sempre in ambito mediatico si segnala oggi che la stazione radio 902 ha cambiato proprietario, con un’altra ondata di licenziamenti, finendo nelle mani dell’uomo d’affari Filippos Vryonis già proprietario della tv Extra 3 uno dei principali azionisti della società Alma Atermon, destinatario di una denuncia perché accusato di aver venduto migliaia di spazi pubblicitari prima di aver ricevuto le necessarie licenze pubbliche. Intanto nel Paese sono giorni di incendi diffusi sulla terra ferma e nelle isole con la difficoltà dei soccorsi nel domarli: roghi sono segnalati nel Dodecaneso a Rodi e Samos, e nella Grecia centrale con i pochi Canadair disponibili chiamati agli straordinari.

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