Bankitalia avrebbe appoggiato l’acquisto di Antonveneta da parte di Monte dei Paschi di Siena. E’ quanto ha detto ai pm l’ex direttore generale della banca senese, Antonio Vigni, in uno degli interrogatori: “Ricordo che Mario Draghi (allora numero uno della Banca d’Italia, ndr) disse che sarebbero stati al nostro fianco”. Vigni parla poi di un incontro in via Nazionale a cui avrebbe partecipato anche l’allora governatore della Banca centrale.

L’inchiesta su Antonveneta si è già chiusa senza nessun addebito agli organi di vigilanza e a Bankitalia. Vigni è indagato insieme ad altre otto persone e a due banche, Mps e Jp Morgan, quest’ultime sulla base della legge 231 sulla responsabilità d’impresa. In uno dei lunghi interrogatori davanti ai magistrati (Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso) ai quali è stato sottoposto, Vigni ricorda la riunione tenutasi a Roma nella sede di Banca d’Italia. “A quella riunione partecipammo io e Giuseppe Mussari (ex presidente dell’istituto, ndr) per la banca, Draghi, la dottoressa Anna Maria Tarantola (ex vicedirettore generale di Bankitalia, ndr), i dottori Saccomanni e Clemente”.

Mussari, racconta Vigni, spiegò l’operazione nei dettagli, “anche sotto il profilo del finanziamento e dell’aderenza al piano industriale”. Sempre l’ex dg continua ricordando che “la dottoressa Tarantola poneva l’accento sui profili organizzativi. Ricordo, inoltre, che ci dissero di non mettere loro fretta nella valutazione dell’operazione e nella procedura di autorizzazione, che dovevano essere rispettati i ratios patrimoniali” e che “in mancanza di questo non ci avrebbero autorizzato”. Infine Vigni sostiene che fu Tarantola a riferire che Antonveneta “sul lato crediti, grazie all’opera di Montani, non aveva scheletri negli armadi”.