Credo che parlare ancora della sentenza di B. sia un esercizio inutile. E’ cosa passata in giudicato. Caso chiuso. Il signor B. da ieri è ufficialmente un pregiudicato. Siccome penso che l’Italia debba essere un Paese normale e in un Paese normale i ladri e gli evasori non ricoprono incarichi politici, del signor B. non voglio occuparmi. Un paio cosette divertenti riguardo alla giornata di ieri però vale la pena di ricordarle con una piccola, piccolissima rassegna di casi umani.

Insuperabili i fan di B. che davanti a Palazzo Grazioli non capiscono la sentenza e esultano come se avesse segnato il Milan, salvo ritrovarsi poi, quindici secondi dopo, attapiratissimi quando finalmente gli fanno un disegnino e gli spiegano che il capo è, come dire, leggermente inguaiato.

Strepitosa la giornalista di Sky, platinata e con tacco dodici d’ordinanza, che subito dopo la sentenza spiega in diretta da piazza Cavour, che i giudici della Cassazione hanno detto di non essere convinti della motivazione della pena accessoria e quindi l’hanno rimandata alla corte d’appello, perché ci ragioni un po’ su. Insomma una che ha capito tutto.

Ha capito tutto anche la presunta inviata di Porta a Porta che sempre  ieri chiedeva ai politici di sinistra e del M5S se non consideravano una sconfitta (per loro) la sentenza, sostenendo che il rinvio per la ridefinizione della pena accessoria voleva dire che Berlusconi restava in Parlamento.

Grandiosa infine la scelta di Vespa, che ha invitato per commentare in studio i casi del pregiudicato Berlusconi, il pregiudicato (graziato ) Sallusti. Uno che ne capisce eccome!