Con uno sguardo all’Expo del 2015 e l’altro alla più recente tendenza della gastronomia di alto livello. Il Museo d’Arte Contemporanea di Lissone ha lanciato la quarta edizione del Premio Lissone Design 2013 (concorso biennale): quest’anno al centro del riconoscimento del centro espositivo e del Comune lombardo c’è il Food Design. Il rapporto tra il cibo e l’alimentazione appunto inseguendo la kermesse meneghina che parte il primo maggio tra due anni. Ma anche l’applicazione del design all’intero settore: dagli oggetti per la preparazione e il consumo delle pietanze, agli spazi dedicati al mangiare, fino alla presentazione di “oggetti commestibili”, si legge nel bando.

Il concorso dal titolo “Design for Food, Design to Feed” nel dettaglio vuole affrontare le problematiche legate al mangiare. Si tratta di un tentativo molto ambizioso – tra rito e funzione – di dare risposta alle complessità legate all’intero mondo dell’alimentazione. Un tema che prevede due categorie distinte, da un lato il Design per il rito del cibo (progetti che vanno dagli oggetti per la condivisione del cibo agli ambienti per il consumo conviviale) e dell’altra il Design per la funzione del cibo (progetti che vanno dall’oggetto commestibile agli oggetti per il consumo del cibo individuale).

Per ogni categoria sono previsti premi per i primi tre classificati, ma bisogna presentare i propri elaborati entro il primo ottobre. L’idea del premio si inserisce in uno dei filoni più effervescenti del momento perché guarda a quanti amano conquistare gli ospiti con piatti inaspettati, ma anche a chi si diverte semplicemente a decorare il cibo, fino ad una visione più industriale del tema pensando ai prodotti e agli oggetti che accompagnano il mangiare. Anche perché Food design può essere tradotto come progettazione del cibo o meglio progettazione degli atti alimentari, tutte tematiche in questo momento caldissime tanto che lo Iulm di Roma gli dedica un master come anche lo Ied capitolino.

di Massimiliano Carbonaro

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