Era al telefono e frenò in ritardo. Emergono nuovi elementi su Francisco José Garzón Amo, il macchinista responsabile del deragliamento a Santiago che ha provocato la morte di 79 persone. Tra le vittime anche un ragazzo italiano. È Dario Lombardo, 25 anni, messinese e residente in Germania, di cui oggi si sono celebrati i funerali a Forza D’Agrò. Quando Garzòn azionò il freno, il convoglio andava a 192 chilometri orari e al momento dell’impatto a 152. E’ quanto riportano alcuni media sulla base dei primi esami delle scatole nere fatti dall’autorità giudiziaria.

Il macchinista, accusato di omicidio plurimo per ‘imprudenza’, secondo le prime indiscrezioni aveva consultato poco prima del deragliamento una cartina; poi avrebbe avuto una telefonata con i tecnici della società ferroviaria Renfe, forse per discutere dei piani di viaggio. Il freno fu azionato una manciata di secondi prima dell’impatto, troppo pochi per ridurre la velocità e portarla sui livelli di sicurezza. Nella curva A Grandeira di Arois, luogo dell’incidente, il limite è di 80 chilometri orari, ma alcuni tecnici interpellati dai media nei giorni successivi al deragliamento, hanno sostenuto che è strutturata in modo da garantire la stabilità del treno fino a un 50 per cento oltre il limite.

”Non ci sono parole, possiamo soltanto esprimere vicinanza solidarietà e affetto”, ha detto l’arcivescovo di Messina, Calogero la Piana, prima di celebrare oggi la messa per i funerali di Lombardo. “C’è il dono della fede che aiuta – ha aggiunto entrando nella chiesa Maria Santissima Assunta e Annunziata – e anche il ricordo delle positività che ci lascia Dario. La sua giovialità, la voglia di vivere e di affermarsi e il suo sorriso. È una testimonianza bella che ci aiuta a vivere in maniera meno drammatica questa vicenda”. Ai funerali partecipano centinaia di persone che seguono la funzione religiosa con grande commozione ma in religioso silenzio.