Poche settimane fa è stata annunciata la cessione dell’80% del capitale di Loro Piana da parte dalla famiglia al gruppo francese Lvmh che già controlla diversi altri marchi del lusso (Dior, Bulgari, Fendi, Givenchy e molti altri)

Il prezzo pagato di oltre 2,2 miliardi di euro è stato talmente elevato che difficilmente i fratelli Loro Piana avrebbero potuto rifiutare anche perché l’accordo con Lvmh prevede che loro restino al vertice dell’azienda continuando a gestirla come prima, una soluzione adottata da Lvmh in diverse altre acquisizioni per garantire la continuità aziendale.

Si potrebbe invece commentare sul fatto che quello di Loro Piana è l’ennesimo marchio di prestigio italiano che finisce in mani straniere dopo Gucci, Bulgari, Fendi ed altri ma in fondo c’è poco da stupirsi: nonostante tutti i marchi italiani acquisiti siano aziende di successo, ormai solo una dimensione globale come quella del gruppo Lvmh può garantire le necessarie sinergie commerciali (advertising e distribuzione) nonché le risorse finanziarie per crescere in un mercato ormai dominato da pochi gruppi

Ciò che invece scandalizza è scoprire che grazie ad una legge compiacente dello Stato, la famiglia Loro Piana finirà per pagare sull’enorme plusvalenza un’aliquota fiscale del tutto risibile con un risparmio fiscale di diverse centinaia di milioni di euro

Nell’ambito della legge di stabilità 2013, grazie all’art 1 – comma 473, sono stati riaperti i termini che consentono una rivalutazione delle partecipazioni in società non quotate, rivalutazione che in caso di cessione viene quindi sottoposta ad un’aliquota forfettaria del 4%.

La legge prevede che venga effettuata una perizia giurata ed il valore cosi ottenuto sostituisce il valore storico di acquisto. L’imposta verrà quindi calcolata sulla differenza tra il prezzo di vendita ed il valore di perizia. E’ quindi ovvio che tanto più il valore di perizia sarà vicino al prezzo di vendita, tanto minore sarà la plusvalenza tassabile assoggettata all’aliquota del 4%, per definizione irrisoria se raffrontata alla normale imposizione cui sono soggette le imprese in Italia

Grazie a questo articolo di legge, la famiglia Loro Piana potrà, in modo del tutto legale, limitarsi a corrispondere all’Erario poche decine di milioni di euro (su un incasso di oltre 2 miliardi) rispetto alle centinaia di milioni che si sarebbero dovuti pagare se l’operazione di cessione fosse stata assoggettata al normale regime di tassazione

Lo scandalo non è quindi quello dei Loro Piana che in modo lecito riescono ad eludere centinaia di milioni di imposte ma quello di uno Stato che da un lato pretende aliquote fiscali superiori al 50% da decine di migliaia di piccole e medie imprese (salvo disporre sequestri e pignoramenti in caso di mancato pagamento), mentre dall’altro consente a chi già dispone di enormi patrimoni di sottrarre risorse rilevanti alle casse dello Stato, risorse che in una situazione come quella attuale potrebbero e dovrebbero essere usate a beneficio di chi è stato spinto ai margini della società da una recessione senza fine.