Leggo sui giornali di oggi che la riforma Fornero ha “prodotto un progressivo aumento dell’età media effettiva di pensionamento”. Dai dati sembra che nei primi sei mesi del 2013 i dipendenti privati sono usciti per vecchiaia mediamente a 66 anni e tre mesi (67 anni i lavoratori autonomi), le donne a 62 anni e un mese (62,3 le autonome) per una media di 63 anni e 7 mesi. Considerando poi tutte le pensioni liquidate nel settore privato nel primo semestre 2013, sembra che l’età media effettiva di uscita dal lavoro sia stata di 61,4 anni, uno in più rispetto al 2011, l’ultimo anno prima della riforma Fornero. La nostra età media di pensionamento, commentano gli articolisti, continuerà però a salire ogni due anni, agganciata alla speranza di vita. Dalle cronache pare che Antonio Mastrapasqua, Presidente dell’Inps dal 2008, preveda con malcelato giubilo che nel decennio 2012-2021 i risparmi ammonteranno a oltre 80 miliardi di euro rispetto alla normativa previgente e questo tenendo conto anche dell’intervento a favore dei cosiddetti esodati. Evviva

Lavoreremo di più, dunque. Più a lungo. Tutta la vita. Per sempre, praticamente, visto che alzeranno progressivamente l’età pensionabile. Quando abbiamo iniziato la partita le regole erano 90 minuti più recupero, ora invece la partita non finirà fino a che non avrà vinto lo Stato. Capirei cambiare a partire dai nuovi futuri assunti (nuove regole: se le firmi accetti), ma quelli con cui si era stilato un accordo, controfirmato da entrambi, avrebbero avuto diritto a finire il match con le regole pattuite. Invece, cambiamento in corsa…cioè la più odiosa delle truffe. Come se mentre prendete un prodotto al supermercato il prezzo aumentasse, e una volta alla cassa doveste pagarlo il doppio. Bello eh?!

Lo Stato deve risparmiare. Non importa a che costo. Non importa se per farlo deve rendere tutti schiavi, tutti al pezzo, 8-10 ore al giorno, cioè tutto il tempo diurno della vita. Non importa che non vi sia altro che lavorare e guadagnare (poco…) per sempre. Passioni, sogni, libertà, leggerezza sul cuore, cultura, affetti, meditazione… Tutto nei ritagli, quando sei sfinito. Cioè nulla. Solo cartellino, lavoro ripetitivo, stipendio. Per comprare cosa, poi? Il tempo non è in vendita. Lo Stato non lavora per il benessere dei cittadini, del resto. Lavora per sé. E noi per lui. Cioè contro di noi. Basta…