Il capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta, ha fatto del refrain il suo stile comunicativo. Nella penultima puntata dell’edizione estiva di ‘Porta a porta’, su Rai Uno, ha anche rispolverato alcuni vecchi classici. Tormentoni per il caso Kazakistan come: “Comunisti, comunisti, comunisti” con una variante sul tema “mafiosi e comunisti”. Ma ha avuto anche un blocco ad inizio puntata, quando è rimasto in silenzio con Bruno Vespa per alcuni secondi per poi esclamare: “La guardo”. Sulla questione Imu e su alcuni dati snocciolati dal conduttore della trasmissione, Brunetta ha ribadito la propria contrarietà al suono di “Non è vero niente, niente, niente. Nulla. Balle”. E’ stato poi il turno dei mantra “ho mai detto questo?” e “saremo liberi di decidere liberamente?”, con cui il parlamentare del Pdl ha cadenzato l’intervento del deputato di Sel Gennaro Migliore sul Cavaliere e sulle vicende interne del Pdl. E proprio col capogruppo sellino Brunetta si è reso protagonista di un dirompente scontro sul caso kazako. Al ritmo di “D’Alema, Prodi”, Brunetta ha contestato le affermazioni di Migliore, fino a deflagrare nella sua filippica: “Tu eri in maggioranza quando i nostri jet con il governo D’Alema bombardavano il Kosovo. Tu eri in maggioranza”. Il deputato di Sel con grandi difficoltà ha cercato di spiegare che all’epoca non faceva parte del governo. Altro match caratterizzato dai “ritornelli” brunettiani ha avuto come contendenti il capogruppo Pdl e la vicepresidente della Camera, Marina Sereni. Con l’alleata del Pd Brunetta non è stato assolutamente tenero, a cominciare dalla legge sul conflitto d’interessi. “L’abbiamo fatta noi, non voi”, ha ripetuto il deputato Pdl, tanto da spingere la Sereni ad ammettere: “E infatti ho fatto autocritica”. Il climax della polemica è stato raggiunto quando la parlamentare del Pd ha rimbrottato il Pdl di scarsa correttezza nell’alleanza. “Ti riferisci ad Epifani?” – ha chiesto provocatoriamente Brunetta, che, ignorando la risposta della Sereni, ha salmodiato reiteratamente: “Chi ha detto ‘rimpasto’?” di Gisella Ruccia