“Andavo a 190 all’ora. Spero che non ci siano morti perché me li porterei sulla coscienza. Sono umano, sono umano…”. Sono queste le parole di uno dei due macchinisti, Francisco Jose Garzon, 52 anni, registrate nella comunicazione radio dalla cabina del treno pochi istanti dopo il deragliamento del treno avvenuto mercoledì sera in Galizia, quando il convoglio Alvia 141 (alta velocità) è uscito dai binari in una curva all’entrata della stazione di Santiago di Compostela. Garzon, che ha 30 anni esperienza, è in stato di fermo in ospedale su decisione del Tribunale. Ha riportato solo ferite lievi. Secondo quanto scrive Abc, sulla sua pagina Facebook si è vantato in passato di aver sfidato i controlli viaggiando ad una velocità di 200 chilometri all’ora (guarda)

Il mezzo percorreva la tratta fra Madrid e Ferrol ed è uscito dai binari all’altezza del viadotto AP-9 nel quartiere di Angrois, a pochi chilometri dal centro della città. L’incidente ha causato almeno 78 morti (cifra rettificata al ribasso rispetto agli 80 comunicati dalle autorità spagnole), e 168 feriti, molti dei quali in condizioni gravissime.  Tra loro ci sono molti stranieri, inclusi cittadini americani, almeno un britannico. I cadaveri cui è stato dato un nome sono 72, restano da identificare altri sei corpi. Tra questi potrebbe esserci un italiano di 25 anni originario della Sicilia ma residente in Germania. Secondo quanto reso noto dalle autorità galiziane, il giovane si chiama Dario Lombardo, di Forza d’Agrò, provincia di Messina. E’ previsto l’esame del Dna per la conferma ufficiale dell’identità. 

“Non c’è nessuna notizia ufficiale sull’identificazione del corpo. Sappiamo che Dario era su quel treno ma mancano all’identificazione 6 corpi. Tra quelli identificati lui non c’è ma non c’è nessun elemento ufficiale rispetto ai feriti ricoverati in ospedale e questo ci lascia sperare” dice all’Adnkronos il sindaco di Forza d’Agrò, Fabio Di Cara. “Ho sentito suo padre un’ora fa – spiega il sindaco – I genitori sono lì in attesa dei controlli incrociati. Sicuramente in serata ci sarà l’identificazione dei sei corpi, attendiamo”. “Sicuramente Dario si trovava su quel treno, stava raggiungendo in Spagna degli amici per alcuni giorni di vacanza – spiega – Lui viveva a Forza d’Agro mentre i genitori vivevano in Germania”.

95 persone sono ancora ricoverate e 32 di loro, compresi quattro ragazzi sotto i 15 anni, sono gravi. Garzon ha ammesso che stava guidando il treno ad una velocità di 190 chilometri all’ora in una curva dove la velocità massima ammessa è di 90. Intanto, il sindacato dei macchinisti denuncia il fatto che il tratto di ferrovia dove si è verificato l’incidente non era fornito del sistema di controllo che avrebbe automaticamente rallentato il treno in caso di eccessiva velocità. La società ferroviaria ha replicato dicendo che i sistemi di sicurezza del treno erano adeguati.

Il video – Tutti e tredici i vagoni si sono ribaltati, almeno uno è andato a fuoco. A bordo del convoglio c’erano circa 250 persone. Il tracciato ferroviario su cui è avvenuto il disastro fu inaugurato il 10 dicembre del 2011 e proprio quel giorno un treno sbandò paurosamente in quella curva, la prima dopo 80 km. Quella di Santiago è la tragedia ferroviaria più grande in Spagna dal 1944, quando la collisione tra due mezzi sulla linea tra Madrid e la Galizia provocò centinaia di morti. Nel video sotto, pubblicato sul sito di El Pais, le riprese di una telecamera del gestore delle infrastrutture ferroviarie Adif mostrano il treno sbucare dalla curva, la prima dopo 80 chilometri, ad altissima velocità. A un certo punto, il secondo vagone esce dai binari e trascina con sé tutto il resto.

Il treno e la dinamica dell’incidente – Il treno, secondo Renfe, la compagnia ferroviaria di Stato, “non aveva problemi di natura tecnica e – spiega il presidente Julio Gomez-Pomar Rodriguez – aveva superato il test di un’ispezione in mattinata”. Treni del genere vengono ispezionati, ha aggiunto, ogni 7.500 chilometri, poi ogni 50mila e infine ogni 150mila. “Insomma – ha concluso Rodriguez – il livello di manutenzione era perfetto”.  Il macchinista, che è indagato, lavorava per la compagnia da 30 anni e ha 52 anni. Secondo quanto riferiscono fonti spagnole, tra i passeggeri c’era almeno un italiano

Col passare delle ore, però, ci sono sempre meno dubbi sulle cause dell’incidente avvenuto all’entrata del ponte Dia de Galicia. Secondo quanto riferito dal delegato del governo in Galizia, Samuel Juàrez, al momento del disastro il treno avrebbe viaggiato addirittura a 220 chilometri orari in un tratto in cui la velocità massima consentita è di 80 all’ora. Il conducente, un macchinista di 52 anni con molta esperienza, non ha spiegato il motivo di una velocità così elevata, oltre il doppio di quella prevista in quel tratto. Il limite è legato al fatto che la curva è “chiusa” e si trova subito dopo l’uscita di un tunnel, alla fine di diversi chilometri di rettilineo. Una persona che partecipò nel 2011 al viaggio inaugurale della tratta ha riferito ai media che in corrispondenza della curva il treno ebbe come un sussulto, mentre per gli 80 chilometri precedenti era rimasto stabile.

Le ipotesi e i testimoni – I tecnici della Procura, delle ferrovie e del ministero sono al lavoro per accertare se si tratti di un errore umano, di un guasto tecnico oppure di una coincidenza di entrambe le cose. Secondo alcuni, il convoglio aveva un ritardo di cinque minuti, ma le stesse hanno escluso che possa essere questo il motivo dell’alta velocità. “Non si violano le norme per recuperare una manciata di secondi – ha affermato un tecnico intervistato dalla tv Antenna 3 – Nessun macchinista commetterebbe un errore così madornale. Esistono dei protocolli precisi anche per queste evenienze”. Alcuni testimoni hanno riferito di avere sentito un’esplosione prima che il treno deragliasse, anche se non è chiaro se sia trattato di un boato provocato dall’urto. Qualche vagone ha scavalcato la massicciata che separa i binari dalla strada ed è stato sbalzato sull’asfalto. Drammatiche le prime testimonianze raccolte dai media locali. ”Quanti morti che ci sono qui, mio Dio”, ha esclamato una donna a Radio Galega nei primi minuti dopo l’accaduto. Il treno andava troppo veloce, secondo Sergio, uno dei feriti. ”In nessun momento ho pensato che si trattasse di un attentato. Quando il treno ha preso la curva ho avuto la netta sensazione che stesse andando troppo veloce e poi c’è stato il deragliamento”.

Il disastro ha annullato i festeggiamenti in vista della ricorrenza di San Giacomo, patrono di Spagna e della Galizia, il cui legame con la città fa di Santiago de Compostela una delle grandi mete del pellegrinaggio cristiano in Europa, con visitatori da mezzo mondo. La festa cade il 25 luglio, ma è annunciata secondo la tradizione dai rintocchi delle campane della Cattedrale già il 24, alla vigilia, per protrarsi di solito nella notte e poi per un’ intera settimana con riti ed eventi. Quest’anno, però, non ci sarà nessuna festa, ha comunicato l’amministrazione della Galizia.

Le parole del macchinista su Facebook – Francisco José Garzón Amo, l’esperto conducente che guidava il convoglio schiantatosi proprio a causa dell’eccessiva velocità, aveva postato nel marzo 2012 una foto con il tachimetro di un treno che viaggia a 200 chilometri all’ora. Gli risponde un utente: “Freeeena che vai troppo veloce”. Garzon risponde: “Sono al limite, non posso correre di più, altrimenti mi multano”. Poi aggiunge : “Il contachilometri non è truccato”. Gli scrive un altro: “Se ti prende la Guardia Civil ti lascia senza punti”. Il macchinista replica: “Che goduria sarebbe correre in parallelo con la Guardia Civil e sorpassarla facendo saltare l’autovelox!”. Mercoledì sera, poco dopo l’incidente, alcuni testimoni hanno riferito che Garzon ripeteva ai soccorritori: “Voglio morire, voglio morire”. 

Cordoglio della politica – Santiago è anche la città natale dell’attuale premier spagnolo, Mariano Rajoy. E proprio il primo ministro stamattina è arrivato a Compostela e ha tenuto una conferenza stampa per fare il punto della situazione. “Sono in corso due inchieste: una giudiziaria e una della commissione sugli incidenti ferroviari del ministro delle Infrastrutture. Le due inchieste sono naturalmente coordinate” ha detto Rajoy, che dopo aver annunciato tre giorni di lutto nazionale, ha specificato che la priorità è quella di identificare tutte le vittime. Anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha espresso il suo cordoglio. “In queste ore di dolore”, ha scritto in un telegramma inviato al Presidente del governo spagnolo, “le immagini del luogo dell’incidente lasciano immaginare la tremenda sofferenza”. La Merkel ha voluto rivolgere le “più profonde condoglianze ai familiari delle vittime ed ai feriti, ai quali auguriamo una rapida e completa riabilitazione”. Anche il re Juan Carlos di Spagna ha voluto esprimere il proprio cordoglio per il “terribile incidente” ferroviario. “Mi rivolgo ai familiari e agli amici delle vittime, ai feriti e a tutte le persone colpite da questo evento sfortunato che, come esseri umani e come spagnoli, ci commuove e ci riempie di dolore e tristezza”, ha scritto in una lettera.

Anche Barack Obama esprime solidarietà e nel suo messaggio, ha reso noto la portavoce del dipartimento di Stato Marie Harf, Obama ha lodato il lavoro che soccorritori “che stanno lavorando per localizzare i dispersi e mettere in salvo i feriti” e detto che il governo americano è “pronto” a fornire qualsiasi aiuto possa essere necessario”. Poi ha aggiunto: “In questo giorno il popolo statunitense piange con i nostri amici spagnoli ai quali vanno i nostri pensieri e preghiere”.

Le autorità hanno lanciato un appello per la donazione di sangue ed hanno istituito un numero diretto per avere notizie: +34 981551100. Sul posto si è recato il ministro dei Lavori pubblici, Ana Pastor che sarà raggiunta domani da Rajoy. L’Unità di crisi della Farnesina, attraverso la rete diplomatico-consolare in Spagna, ha avviato contatti costanti con le autorità locali allo scopo di verificare l’eventuale presenza di italiani coinvolti. 

(foto dal sito La Voz de Galicia)