La compagnia aerea Tunisair ha cancellato tutti i voli da e per la Tunisia previsti per venerdì 25 luglio: giornata ad alta tensione nel Paese segnata dallo sciopero generale e da nuove manifestazioni indette per protestare contro l’uccisione di Mohamed Brahmi, secondo leader dell’opposizione laica ostile al partito islamico al potere a Tunisi caduto in un agguato negli ultimi mesi.

Freddato da una decina di colpi di pistola fuori della porta di casa, proprio nel giorno in cui si celebrava il 56esimo anniversario della Repubblica. Così è morto Mohamed Brahmi, il secondo esponente dell’opposizione laica ad essere ucciso negli ultimi sei mesi in Tunisia, facendo tornare alta la tensione nel paese. Alcuni familiari ed esponenti politici hanno accusato Ennahda per la sua morte, pur senza fornire prove, e nel Paese si sono scatenate immediatamente le proteste contro gli islamisti al potere. Folle si sono riversate davanti al ministero dell’Interno a Tunisi ma anche nelle strade di Sfax, disperse con lacrimogeni dalla polizia, e altre migliaia di persone sono scese in piazza a Sidi Bouzid, luogo di origine di Brahmi come di Mohamed Bouazizi, il giovane che dandosi alle fiamme diede origine alla rivoluzione tunisina. Nella zona le proteste sono anche sfociate in violenza, con attacchi a due sedi di Ennahda.

Le forze di polizia tunisine hanno fatto uso in serata di gas lacrimogeni a Tunisi per disperdere una manifestazione di protesta. Disordini analoghi erano stati segnalati in precedenza a Sfax, dove pure la polizia ha sparato candelotti contro la folla. La rabbia per l’uccisione dell’esponente dell’opposizione Mohamed Brahmi ha investito anche il mondo dell’arte della Tunisia dove tutti i festival d’estate hanno sospeso per i prossimi giorni il loro fittissimo calendario. La protesta riguarda anche il festival di Cartagine, rassegna artistica tra le più importanti dell’Africa, che ha deciso di annullare tutte le manifestazioni in programma per i prossimi tre giorni. Quello di Sfax ha invece deciso di sospendere la sua attività sino a nuovo ordine

 

Le decine di manifestanti che a Tunisi hanno raggiunto l’ospedale Materi, dove è stato portato il cadavere di Mohamed Brahmi, hanno costretto la troupe del canale satellitare panarabo Al Jazira a lasciare la struttura dove si trovava per realizzare dei servizi sull’omicidio dell’esponente politico. La rete televisiva è da tempo oggetto di un fortissimo risentimento da parte dello schieramento laico tunisino, che accusa la televisione di essere dichiaratamente al fianco del partito islamico Ennahda. Nei giorni seguenti all’uccisione di Belaid, in particolare in quello delle esequie, i servizi di al Jazira furono accusati di vere e proprie manipolazioni della verità, con reportage che mischiavano immagini di repertorio di manifestazioni di Ennahda, per dare l’impressione che il funerale manifestasse un chiaro appoggio al partito islamico.