Cori razzisti contro il calciatore del Milan Kevin Constant. Il debutto del Sassuolo nelle partite di calcio nazionale e nello stadio di Reggio Emilia è cominciato con un episodio di razzismo che ha indignato il ministro degli Affari regionali Graziano Delrio ed ex sindaco locale. “Chiedo”, ha dichiarato, “un incontro “con i capi delle tifoserie organizzate, l’Associazione italiana calciatori e i presidenti delle società di calcio” per sancire “un’alleanza vera” contro il razzismo negli stadi. Delrio, sindaco di Reggio Emilia dal 2004 al 2013, rivendica la nomina di “città modello per l’interculturalità riconosciuta dall’Europa” alla città emiliana.

“Siamo orgogliosi di essere una comunità molto civile – dichiara – ma gli idioti si mescolano sempre tra le persone normali, e specialmente tra le tifoserie si occultano più facilmente. Credo che la violenza fisica così come quella verbale non vada mai sottovalutata”. Per questo “ci sarebbe bisogno, e non è escluso che lo chieda presto, un incontro per un’alleanza vera contro questi idioti che sono molto utili a rovinare l’immagine del calcio”.

L’episodio risale a martedì 23 luglio scorso, in occasione del primo triangolare di lusso tra Milan, Juventus e Sassuolo. Durante la mini partita di 45 minuti tra i rossoneri e la squadra di Modena, Kevin Constant è stato accolto tra i fischi e gli ululati a causa del colore della sua pelle. Innervosito il calciatore è uscito dal campo e ha tirato il pallone in tribuna. Pochi minuti dopo è stato sostituito dal giovane Piccinocchi. La procura della Federcalcio ha aperto un fascicolo per “accertare la portata dell’episodio”. Critico Adriano Galliani che dice: “Non avrebbe dovuto uscire dal campo. I cori razzisti vanno combattuti, ma le regole del calcio prevedono che quando succede ci si rivolge all’arbitro, il quale lo dice al quarto uomo che a sua volta avvisa il responsabile di polizia, l’unico autorizzato a sospendere la gara”.

L’immagine di Constant che per la rabbia lancia il pallone in tribuna ricorda quanto accaduto a gennaio per il caso Boateng: anche in quell’occasione il giocatore del Milan, durante l’amichevole con la Pro Patria, aveva abbandonato il campo dopo gli insulti razzisti dei tifosi. I compagni lo avevano poi seguito negli spogliatoi.