L’idea di una moratoria sui “temi etici”, lanciata da una parte del Pdl è bislacca e divertente. Parte da un ordine del discorso che nemmeno le nonne e le bisnonne praticano più. È qualcosa che ha a che vedere con il “creare un precedente” e con l’antica e sempre viva paura di “prendere il vizio”. Il succo è: “Ma dove andremo a finire, signora mia?”. Ecco: si comincia con le pene più severe per chi picchia o insulta i gay, e dopo? Cosa ci toccherà? Dovremo mettere tutti il tanga? L’eutanasia sarà obbligatoria dopo i 36 anni? Dove andremo a finire, appunto?
Ora, messe da parte queste paure che affondano nei secoli e nell’ignoranza, va detto che in Italia la parola “moratoria” ha sempre portato un po’ sfiga. Almeno da quando Giuliano Ferrara lanciò la sua crociata antiabortista con tanto di simbolo elettorale: gli elettori furono meno numerosi dei pomodori ricevuti nei comizi. Ciò nonostante, vorrei avanzare anch’io, nel piccolissimo di questa rubrichetta, alcune proposte di moratoria.

Moratoria Enzo Tortora. Per la durata di anni dieci a partire da oggi, senza eccezioni, nessun imputato condannato in primo, secondo, terzo grado, tribunali militari, gran giurì, giustizia sportiva o giuria popolare di festival canoro potrà paragonarsi a Enzo Tortora. L’ha fatto ieri Del Turco, l’ha fatto l’altro ieri Berlusconi, e via elencando. Ora basta. La storia degli errori giudiziari è vasta e articolata. Uno può paragonarsi a Dreyfuss, o a Sacco e Vanzetti, ma lasciare in pace Enzo Tortora, e quindi i suoi parenti, amici, e la gente che ha sofferto con lui di quel dramma, dovrebbe essere un dovere, e anche una questione di decenza . Moratoria subito!

Moratoria Congresso Pd. A partire da oggi, sarebbe bello che le notizie sul congresso del Pd si limitassero all’essenziale: data e ora. Si richiede dunque una moratoria sulle seguenti voci: possibili candidati. Alla segreteria o alla premiership? Di Renzi o di Letta? E quanti lettiani diventeranno renziani nelle prossime due ore? E i dalemiani faranno un asse coi bersaniani? E Fassina, eh? Che dice Fassina? E Orfini, glielo mettiamo un gps, per sapere dove sta? E i franceschiniani saranno ancora governisti, quando si farà il congresso, o saranno cambiati? Moratoria fino all’inizio del congresso! (Quindi, sinceramente, fino a quando non si sa…)

Moratoria Royal baby. Bene è nato, auguri. Ora sarebbe bello non sentirne più parlare fino a quando compie 18 anni. Che ci sia risparmiato il reportage sul primo Royal dentino, la prima Royal caduta dalla Royal bike, il primo giorno di Royal school, eccetera. Lo diciamo per lui, per noi, ma soprattutto per quelli che fanno l’inviato a Londra, lavoro ingrato e umiliante, con il direttore che ti chiede venti righe sulla crisi mondiale, ma duecento righe sulle contrazioni della signora Kate. Royal moratoria!

Moratoria su Dolce&Gabbana. Non so se Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, potrà sopravvivere alla terribile minaccia di Dolce & Gabbana: restituire l’Ambrogino d’oro. Reggerà il tessuto sociale? Collasserà per sempre l’idea di metropoli europea? Da milanese sono pronto a correre il rischio. Qui siamo sopravvissuti a Bettino e a Ligresti, abbiamo mangiato per anni pennette alla vodka e abbiamo messo la rucola pure nel caffè, abbiamo inventato alcune delle cose peggiori nella storia dell’universo, non ultimo il signor Berlusconi, e ancora combattiamo contro gli anni Ottanta. Figurati se ci spaventa qualche negozio chiuso. Moratoria!

@AlRobecchi

Il Fatto Quotidiano, 24 Luglio 2013