Respira Aeradria, la società di gestione dell’aeroporto di Rimini-San Marino. Schiacciata da un macigno di oltre 50 milioni di euro di debiti, pressata da mesi da magistrati e creditori, proiettata dritto verso il default nelle cronache dei quotidiani, per una volta la spa di Miramare ha stupito tutti. Il tribunale di Rimini il 23 luglio, l’ha ammessa alla procedura di concordato di continuità. È stato nominato commissario giudiziale un commercialista bolognese, Renato Santini, che ora dovrà informare e convincere della bontà del piano i creditori. Adesso la palla passa a loro, che dovranno esprimersi in un’assemblea già fissata al 23 ottobre ma con i quali un’intesa c’è già: l’ostacolo più grosso era quello giudiziario, e al momento sembra superato.

La procedura di concordato preventivo in continuità aziendale- l’accordo con i creditori a ricevere solo parte dei pagamenti previo nulla osta dei giudici- era l’unica strada per tentare il risanamento e il possibile rilancio. Una prima domanda di concordato, ‘in bianco’, era già stata presentata in marzo e bocciata dal tribunale fallimentare il 17 maggio: non c’era cash messo nero su bianco. Questa volta avvocati e consulenti hanno fatto le cose per bene: sono stati recuperati 5,3 milioni di euro privati come aumento di capitale ed è stata ottenuta la disponibilità dei creditori, fondamentale, ad accettare di convertire la propria montagna di crediti in future azioni della società (la conversione scatterà automaticamente all’assemblea di ottobre se l’esito sarà favorevole al concordato). A quel punto, si terrà una gara per individuare il partner industriale e completare la privatizzazione.

Così sarà la Cassa di Risparmio di Rimini, il principale creditore che vanta 9 milioni di euro di prestiti mai rimborsati ma che ne ha messi altri 3 sul piatto della ricapitalizzazione, a guidare la compagine di privati che in prospettiva controllerà l’aeroporto. Secondo lo stesso piano di concordato, infatti, gli attuali soci pubblici– in testa la Provincia e il Comune di Rimini- passeranno dal 90 al 20% di azioni (la stessa amministrazione comunale avrà appena il 2,79%). Questo è il prezzo per salvare l’aeroporto: affidarlo alla banca che ti aveva finanziato.

Per ora il disegno pare funzionare. “Secondo il tribunale quello che stiamo facendo è legittimo”, tira le somme l’avvocato bolognese di Aeradria, Federico Dettori. Il presidente del tribunale, Rossella Talia, ha chiarito che il collegio si è limitato a dare via libera al concordato da un punto di vista di legittimità, non di merito, ma tanto basta per respingere l’istanza di fallimento avanzata dalla Procura (pm Gemma Gualdi) che da mesi sta indagando il Cda di Aeradria a partire dal suo presidente Massimo Masini, ex sindaco Pds di Riccione, per violazione della legge fallimentare e falso in bilancio. All’attenzione della Guardia di finanza c’è ultimamente il contenzioso con Wind Jet, l’ex ‘compagnia di bandiera’ del “Fellini” che prima di andarsene nell’agosto di un anno fa ha inviato ad Aeradria una fattura da 18 milioni di euro (la spa riminese ha risposto citandola in giudizio) per arretrati sui famigerati biglietti acquistati in anticipo e fatti passare come indispensabili “azioni di co-marketing”.

Nel frattempo, il passivo non cala: rispetto ai 47 milioni di euro di debiti circolati negli ultimi mesi, il ‘rosso’ totale sfiora ora i 53 milioni (52,364) ma sono quasi 23 (22,6) i debiti ‘cancellati’ dal concordato. Dei restanti 29 Aeradria conta di rimborsarne 11 attraverso il traffico passeggeri (l’attività dei primi mesi del 2013 è considerata “sostenibile”) ed efficienze varie, gli altri 18 tramite il concambio azionario.

Quanto basta per far cantare vittoria a tutti in riviera. Se Banca Carim segnala già che in futuro l’attività dovrà essere “sostenibile” ma si dice soddisfatta, se Masini ringrazia tutti pur non sapendo se sarà lui ad accompagnare il percorso di qui a ottobre (si è dovuto presentare dimissionario all’assemblea sul bilancio 2012), l’attuale primo azionista, il presidente della Provincia Stefano Vitali, lascia intendere che possono tornare i bei tempi in cui a Miramare si sfiorava il milione di passeggeri all’anno: “Credo di non sbagliare se dico che sussistono tutte le condizioni per proseguire quel lavoro congiunto che garantisca una realistica e solida prospettiva di sviluppo allo scalo riminese”, osserva l’amministratore Pd.