Imu sulla prima casa se supera i 150 metri quadri, indipendentemente dalla classe catastale. E’ la novità emersa, secondo le indiscrezioni riportate da La Stampa, nell’incontro di ieri, con i tecnici dell’economia impegnati a passare in rassegna tutte le soluzioni a Matteo Colaninno (Pd), Renato Brunetta (Pdl) e Linda Lanzillotta (Scelta civica). Sarebbe quindi questa l’ultima mediazione alla quale lavora il Tesoro per trovare una soluzione sul nodo della tassa immobiliare.

Nel mirino ci sarebbero anche le abitazioni dei centri storici delle città, che sono accatastate come popolari o ultrapopolari. Anche loro rischiano di finire insieme alle “case extra-large” nella classe “super A2”, dove l’Imu continuerebbe a colpire le prime case e mazzolerebbe di più sulle seconde o terze. L’esecutivo punta così a scovare le abitazioni che pur essendo di pregio pagano importi irrisori o sono esenti dal pagamento della tassa sul mattone. Il rischio, però, è che a pagare potrebbero essere anche abitazioni effettivamente popolari e in strato di reale degrado pur superando i 150 metri quadri.

Resta, comunque, il nodo della copertura. Circa 400 milioni arriveranno dalla nuova “imposta municipale secondaria” che accorpa canoni di pubblicità e occupazione suolo pubblico. Mentre il grosso del contributo arriverà dalla oramai imminente spending review tarata sui costi standard di tutta la pubblica amministrazione, ovvero da tagli alla spesa.

Il centrodestra, intanto, continua a insistere per la cancellazione della tassa. “L’Imu sulla prima casa verrà cancellata. Verrà riformata tutta la tassazione degli immobili, che non è solo l’Imu ma è anche molto altro”, ha detto Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati. E ha aggiunto: “Su come fare la grande riforma della tassazione degli immobili c’è una discussione in atto, c’è una coalizione che deve trovare un punto di sintesi. Aspettiamo che il ministero delle Finanze faccia una proposta che rispetti i conti pubblici, ma rispetti anche le posizioni della maggioranza di questo governo”.

Brunetta ha poi ricordato che “una delle ragioni della crisi di questo Paese è il crollo dell’edilizia, il crollo della compravendita degli immobili, il crollo delle costruzioni ha portato 300-400mila posti di lavoro in meno nel settore. Il tutto per quella tassa spaventosamente inaccettabile che è stata l’Imu introdotta da Mario Monti. La nostra richiesta di cancellare l’Imu non ha un valore simbolico, ha un valore economico. Cancellare l’Imu sulla prima casa significa eliminare una patrimoniale che ha depresso il valore delle nostre case e ha depresso l’industria edilizia che è il settore portante della nostra economia”.