Ha preso il via oggi, nel peggiore dei modi, l’indagine conoscitiva parlamentare sugli F-35 e gli altri programmi promossa dal Pd d’accordo con il Pdl. L’audizione in commissione del ministro della Difesa Mario Mauro è stata infatti una provocatoria presa in giro: l’esponente ciellino non ha detto una sola parola sugli F-35 e sugli altri sistemi d’arma, dilungandosi invece nel ribadire che la politica degli armamenti è prerogativa del governo. Un atteggiamento di sfida che ha fatto uscire dai gangheri l’onorevole democratico Gian Piero Scanu, padre spirituale della mozione di maggioranza all’origine di questa indagine conoscitiva.

“Il suo dotto intervento suona come una messa in riga del Parlamento rispetto a quelle che lei ritiene essere le prerogative del governo, ed è la seconda volta che questo accade in poche settimane, dopo l’inopinata sortita del Consiglio supremo di Difesa“. “La sua relazione è fuori tema – ha proseguito Scanu – non mi pare che oggi dovessimo parlare di queste cose: dovevamo discutere dei programmi di armamento, di cui invece lei non ha assolutamente parlato. Il Pd sostiene convintamente questo governo, ma non ha intenzione di farsi mettere in riga da chicchessia. La mozione votata comporta uno stop dell’acquisizione di nuovi F-35 rispetto ai quelli già acquistati in attesa di un chiarimento, quindi spero che dopo la pausa estiva ci sia una nuova audizione su questo tema”.

Anche Massimo Artini (M5S) ha chiesto al ministro Mauro di tornare in Parlamento per entrare nel dettaglio sulle le scelte della Difesa relative nei sistemi d’arma. “In tutte le audizioni fatte finora i vertici militari si sono rimpallati le risposte a specifiche domande sugli F-35 – ha detto Artini – quindi torno a domandare a lei quanti contratti abbiamo sottoscritto finora, per quali cifre e per quanti velivoli? Qual è la pianificazione delle acquisizioni per i prossimi anni?”. “Quando la scorsa settimana – ha ricordato Donatella Durandi (Sel) – abbiamo fatto queste domande al segretario generale della Difesa e direttore nazionale armamenti, generale Debertolis, non ci ha risposto e ci ha rimandato a questa indagine conoscitiva. Oggi eravamo qui per ottenere elementi conoscitivi sui sistemi d’arma, e invece lei è andato fuori tema con una relazione tutta incentrata su ruoli, competenze e prerogative del processo decisionale, che non ha dato conto di questo”.