Sulla indecorosa vicenda del rimpatrio forzato di Alma ed Alua in Kazakistan non abbiamo nulla da aggiungere alle cronache e ai commenti pubblicati dal Fatto Quotidiano (cartaceo e on line). Nonostante la fiducia votata al governo Letta-Alfano, cresce invece la sfiducia internazionale verso l’Italia. I tentativi di mettere la mordacchia alle voci critiche è destinato al fallimento, perché ogni ora che passa, si scoprono sempre nuovi elementi e, di conseguenza, si aprono nuove falle nella già traballante diga delle versioni ufficiali.

Di sicuro, tra una smentita e l’altra, si è capito che l’ambasciatore kazako in Italia Yelemessov, quello che si occupava  anche delle vacanze del presidente Nazabayev con l’amico Silvio, era considerato, al Viminale, uno di famiglia, le sue parole erano ascoltate con rispetto e forse pure con devozione, i suoi sospiri diventavano ordini da eseguire con prontezza ed eccesso di zelo.

Evidentemente aveva dalla sua parte, solidi, anzi solidissimi motivi, che, forse, stanno all’origine di questa storiaccia.
Da solo l’ambasciatore, infatti, non avrebbe potuto agire, e i suoi complici non possono certo essere stati gli uscieri delle Questure o dei ministeri.
Dal momento, tuttavia, che, da più parti, anche autorevoli, questo signore viene indicato come il Rasputin che tutti avrebbe gabbato ed imbrogliato, perché mai non gli sono state ritirate le credenziali diplomatiche?

Perché il ministero degli Esteri non lo allontana in quanto “persona non gradita”?
Perché non viene accompagnato alle frontiere con l’invito a ripresentarsi solo e soltanto con Alma ed Alua al seguito? Forse le autorità italiane non possono farlo perché l’ambasciatore ed il  suo presidente hanno ottime carte per ricattare l’Italia, magari anche lucrosi contratti ed informazioni riservate, anzi riservatissime. Sia come sia, non c’è ragione alcuna per piegarsi alla “Sragion di Stato” e rinunciare allo spirito critico, senza il quale non sussistono le democrazie.

Per queste ragioni ci sembra giusto segnalare una petizione lanciata su Change.org da Gianni Rossi, un giornalista da sempre attento al tema della salvaguardia delle libertà e dei diritti civili e umani. Nella petizione si chiede al governo di “espellere” l’ambasciatore kazako, premessa per ben altre espulsioni, questa volta dei suoi complici italiani, a tutti i livelli, a cominciare da quello politico.

Vedremo chi e perché si opporrà persino a questa misura di ordinaria decenza e di tutela di quello che ancora resta della autonomia e della dignità nazionale.