Scarto minimo di voti, ma la metà dei ministri. Ergo, serve un riequilibrio nel governo, non un rimpasto. Parola di Renato Brunetta ad Avvenire. “Tra il Pd e il Pdl c’è stato uno scarto di voti pari allo 0,3%. Invece il Partito democratico ha quasi il doppio di ministri, rispetto a noi. Serve un riequilibrio”, ha detto il capogruppo berlusconiano alla Camera, che sembra quasi cogliere al volo la discussione sul possibile rimpasto di Letta per batter cassa in tema di poltrone da ministro.

Il ragionamento di Brunetta, poi, abbandona la statistica numerica per assumere un tono più politico. “Sui tecnici preferisco non discutere. Ma il ragionamento prescinde dai singoli nomi – ha detto Brunetta – Il governo Letta è nato in un momento particolare, di transizione. E risente di quel clima”. Ma sulle prospettive future, a sentire Brunetta, qualche aggiustamento va fatto: “Tanto che si parlava di una durata di 18 mesi. Se invece si vuole cambiare prospettiva e ragionare in termini di legislatura, allora serve un riequilibrio, funzionale anche a un diverso programma”. E sul rapporto col Pd? “Ci sono due punti fermi: Letta e Alfano. Certo, servono partner che si fidino l’uno dell’altro e non si disprezzino troppo… Finora nel Pd è sempre prevalso il buon senso e gli antagonismi si sono rivelati tigri di carta, Matteo Renzi compreso” conclude Brunetta, che poi sferra un attacco diretto al sindaco di Firenze.

A sentire il capogruppo Pdl a Montecitorio, infatti, il rottamatore “al popolo bue dice che va in giro con il camper, ma nella realtà viaggia con jet privati e dorme in Hotel a cinque stelle. Tutti – sottolinea – piazzati sul gobbo dei fiorentini dal loro sindaco”. Brunetta cura addirittura un blog dal titolo ‘Osservatorio Renzi‘ dal quale denuncia tutte le trasferte del sindaco dal 2010. “Renzi – scrive l’ex ministro – studia di apparire modesto, terra terra, uno del popolo, usando mezzi esigui. Ma un istante dopo, eccolo che scende dal camper mentale dell’umiltà, e ascende in mongolfiera alle altezze sideree dei potenti, a tu per tu, gongolante, ma strizzando l’occhio alla plebe”. Insomma, per Brunetta il primo cittadino di Firenze è “un po’ san Francesco in visita al ‘sultan superbo’, un po’ Masaniello con l’aria di uno che contemporaneamente adula e si gira poi per sbeffeggiare il potente di turno”. E ancora: “Lo onora ma il suo ghigno simpatico fa sapere che il giorno dopo lo rottamerà; bacia la mano, ma per troncargliela meglio. In questa attitudine specialissima nel respirare a tre narici c’è tutto Matteo Renzi”.

Sulla questione ministri interviene anche il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri secondo cui “il Presidente del Consiglio Letta deve assumere la guida delle politiche economiche per attuare gli indirizzi che ha espresso fin dalla nascita del governo. Lui può colmare il deficit di alcuni ministri economici”. Poi attacca il ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato che, “dopo aver detto una serie di fesserie” ha capito “che l’Imu sulla prima casa va cancellata e che l’Iva non può aumentare. Sono scelte doverose. Zanonato, che come tanti di sinistra ama l’oppressione fiscale, ne ha preso atto”, osserva Gasparri. “Il Pdl – aggiunge – sarà coerente e serio, nella consapevolezza che all’Italia serve governo e non caos. Ma servono anche fatti concreti, alcuni dei quali contenuti nei decreti del governo. Altri, riguardanti ad esempio l’attacco al debito pubblico, ancora da definire. Si può andare avanti nonostante il perenne congresso-faida del Pd”.