Una piscina, spogliatoi e un campo di calcetto. Un bel residence composto da 15 palazzine rosa in una zona molto tranquilla. Peccato che su 80 appartamenti 24 siano abusivi. Come risultano abusive anche le strutture sportive costruite in funzione del residence. Siamo a Golasecca, comune di poco meno di 3mila abitanti in Provincia di Varese, a pochi chilometri dall’aeroporto della Malpensa. Secondo le indagini degli uomini della Forestale, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Maria Cristina Ria, l’impresa edile proprietaria dell’area, l’immobiliare Farinelli, avrebbe abbattuto un bosco di 11.600 metri quadri per far posto al residence. Si tratta di un’area grande quasi quanto due campi da calcio di Serie A, immersa nel Parco del Ticino. Un’area, quindi, sottoposta a vincolo ambientale. Un abuso edilizio talmente grande da prefigurare il reato di delitto paesaggistico, contestato per la prima volta in Provincia di Varese e probabilmente in tutto il Nord Italia. Cinque persone sono indagate per questo e altri reati di tipo ambientale. Il 18 settembre in aula arriveranno il titolare dell’impresa edile Farinelli, committente delle opere e proprietario delle aree, i titolari delle ditte esecutrici delle opere, del progettista e direttore dei lavori più il funzionario dell’ufficio tecnico comunale che avrebbe dovuto vigilare sul rispetto delle norme.

Nel piccolo comune in tanti si erano accorti di quelle case sorte dal nulla. E tutti si chiedevano come avessero fatto ad ottenere i permessi per costruire all’interno del Parco del Ticino. Secondo le indagini degli uomini della Forestale, aiutati dall’ufficio tecnico del Comune, a spianare la strada all’intervento edilizio era stato proprio chi, all’interno dell’amministrazione comunale, doveva controllare che tutto fosse fatto nel rispetto delle regole. Stiamo parlando dell’ex dirigente dell’ufficio tecnico, l’architetto Mauro Baggio. E’ il responsabile di Polizia Giudiziaria per i reati ambientali Davide Corbella che spiega come il tecnico abbia rilasciato i permessi a costruire senza autorizzazione paesaggistica al disboscamento del terreno e senza attuare i controlli e la vigilanza, nel più totale spregio delle regole. «A quanto ci risulta – spiega Corbella – dopo aver autorizzato l’intervento si è licenziato dal Comune ed è stato regolarmente assunto dalla società committente delle opere». Abusi, quelli di Golasecca, scoperti anche grazie alla cooperazione della nuova amministrazione insediatasi nel 2010 e guidata da Maria Maddalena Reggio.

L’area interessata dall’intervento è grande 11.600 metri quadri. 24 gli appartamenti abusivi ricavati nei sottotetti, oltre ad opere realizzate che non erano previste nel progetto. Tra queste una piscina, un campo di calcetto, degli spogliatoi. Interventi che hanno comportato un ampliamento della volumetria che ha superato la soglia dei 750 metri quadri, quella che fa scattare l’accusa di delitto paesaggistico. “Questo reato è di difficile contestazione, soprattutto al Nord – spiega il sostituto procuratore Maria Cristina Ria – perché purtroppo al Sud siamo abituati ad abusi edilizi ed ecomostri. Qui un po’ meno”. Davide Corbella sottolinea, poi, come siano stati accertati altri reati che riguardano la mancanza di validi progetti, denunce e collaudi del cemento armato oltre alla mancanza del certificato di prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco. Circa metà degli appartamenti risultano sfitti. Questa mattina, però, la piscina interna del residence era piena di gente. A quanto pare, ad abitare nelle palazzine sono soprattutto dipendenti di compagnie aeree che hanno stanza a Malpensa. Persone che rimangono lì pochi mesi e che, con molta probabilità, tutto pensano tranne di soggiornare in appartamenti abusivi.