Sugli F35 il governo va avanti, anche se il dissenso rispetto a tale scelta è molto forte, come ha verificato ‘Uomo da marciapiede‘ questa settimana, dialogando con i cittadini all’ingresso dell’aeroporto di Milano. “In questo periodo di crisi è insensato spendere tutti quei soldi in cacciabombardieri“, dicono in molti. Rare le voci di consenso, all’insegna del concetto: “un nuovo piano di difesa è necessario”. Ma perché gli uomini delle larghe intese hanno deciso di andare avanti, nonostante la richiesta di sospensione del programma proveniente da una vasta area della società civile? Perché si ritene tale operazione tanto necessaria? Tra gli intervistati c’è chi pensa che “non ci si poteva tirare indietro” rispetto agli accordi già presi negli anni scorsi; chi ravvisa nella scelta la solita “sudditanza italiana nei confronti degli Stati Uniti“, chi sottolinea il potere delle grandi lobby dell’industria bellica, chi sospetta interessi inconfessabili, come “maxitangenti bipartisan” ai politici. E chi, condividendo le posizioni ufficiali del governo, ritiene che quegli aerei da guerra servano davvero, per la pace e la sicurezza internazionale. E voi come la pensate? Dite la vostra nei commenti e votando la risposta che vi convince di più  di Piero Ricca, riprese Richy Farina, musica Nicola Gelo