Ogni anno in questi giorni, il dolore per la brutale uccisione di Paolo Borsellino si rifà vivo. Si riaccendono i brutti ricordi e le schioccanti immagini della strage. Dolore e rabbia che aumentano quando puntualmente arrivano le frasi di circostanza di certi politicanti ed “uomini” delle istituzioni. Le solite banalità e le solite farse.

Sappiamo benissimo chi ha ucciso Borsellino, la sua scorta e i tanti altri magistrati. Viviamo in uno Stato dove chi fa il suo dovere fino in fondo rischia sempre qualcosa. Le verità nascoste e/o omesse sulle stragi continuano a ricordarci in che sistema viviamo.

Una lotta continua contro i mulino a vento delle mafie ormai infiltrate in tutti i livelli. Uomini come Falcone e Borsellino che hanno avuto semplicemente il coraggio di compiere le loro funzioni di inquirenti.

Si, perché in un mondo dove la bugia è di casa, la verità viene sempre vista come fastidiosa e polemica. E i nemici maggiori sono sempre nascosti all’interno dei tuoi apparenti amici. Sono passati tanti anni, eppure le mafie non sono state mai né sconfitte né realmente combattute.

Si arriva sempre allo stesso problema, la politica collusa. Non si riesce mai a dare un taglio netto tra mafia e politica. Come diceva Borsellino: “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”. E abbiamo visto, anche grazie l’impegno di certe procure, che una trattativa tra mafia e stato è esistita e forse esiste ancora.

Il nervoso che si prova quando cerchi di fare il tuo dovere e ti trovi a sbattere contro muri di gomma impenetrabili è veramente logorante. Le ingiustizie si vivono ogni giorno e ogni giorno la politica ti sembra sempre più interessata ad altro e rivolta verso la parte sbagliata.

Come sapete, se avete avuto modo di leggere le notizie che mi riguardano, fui querelato dall’amministrazione comunale di Golfo Aranci per aver osato segnalare la presenza nel nostro territorio di un imprenditore arrestato per mafia.

Ebbene, in quella querela, si presero anche con ironia le mie frasi in ricordo di Falcone e Borsellino. Infatti, proprio l’anno scorso scrissi in ricordo delle stragi: Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.

Questa frase, detta a suo tempo da Borsellino, venne ripresa nella querela dell’amministrazione con sarcasmo e disprezzo. È proprio questo, che certa politica e certi personaggi cercano di fare. Vogliono evitare che di mafia e di possibili infiltrazioni si parli costantemente. Non bisogna mai arrendersi e mai piegare la schiena. La verità viene sempre a galla e prima o poi gli omicidi di Falcone e Borsellino avranno veramente giustizia.

Per questi e tanti altri motivi, per una volta, sarebbe bello e forse doveroso, che certi politicanti rimanessero in silenzio.