Letta è come Amato, ma oggi stiamo peggio del ’92: se la situazione non cambia ci aspetta il default“. La cupa previsione è di Beppe Grillo, che dalle pagine del suo blog ufficiale torna a parlare dell’economia italiana e ad insistere sulla problematica del debito pubblico, come già aveva fatto nella conferenza stampa successiva all’incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

“Il debito è fuori controllo – scrive il leader del Movimento 5 stelle – e gli interessi aumentano con la svalutazione economica dell’Italla a BBB e con un PIL in caduta libera, meno 2,4 nel primo semestre e un probabile meno 3 a fine anno. La diminuzione del PIL significa chiusura delle aziende, disoccupazione e diminuzione delle entrate tributarie. Questa forbice, diminuzione del PIL e aumento del debito, non può durare a lungo. Si discute di mesi, non di anni. In Europa per gli interessi pagati rispetto al PIL stiamo peggio di tutti. Nel 2012 abbiamo pagato il 5,4% del PIL in interessi, più della Grecia, 5%, del Portogallo, 4,4%, e dell’Ungheria, 4,3%. Il fabbisogno annuale dello Stato è di circa 800 miliardi di euro, circa 100 se ne vanno in interessi sul debito. Un euro ogni otto”.

Con questo stato di cose, secondo Grillo è facile prevedere cosa accadrà nei prossimi tempi: “La situazione economica è simile al 1992 quando Giuliano Amato, allora presidente del Consiglio, si presentò in televisione per annunciare una manovra finanziaria di 90.000 miliardi di lire e l’introduzione dell’ICI. Cosa avvenne allora? Piccolo ripasso: prelievo forzoso dei conti correnti, svalutazione della lira del 7%, abbandono del Sistema Monetario Europeo (SME) che limitava l’oscillazione delle monete in Europa. Purtroppo chi non impara dalla Storia è condannato a ripeterla e ci aspetta un nuovo ’92 con Capitan Findus Letta nei panni dell’ex tesoriere di Craxi, Giuliano Amato. Qualcosa però è cambiato, in peggio. Nel ’92 il nostro sistema produttivo era ancora in piedi, non c’erano state le privatizzazioni selvagge di imprese vitali per lo sviluppo del Paese, come Telecom, la disoccupazione era sotto controllo. Era un’altra Italia che si poteva permettere una mazzata fiscale mai vista prima”.

Secondo Grillo, quindi, al nostro Paese non restano altre soluzioni che il fallimento: “Non possiamo trasformare la nostra vita in un mutuo eterno. Con il ritmo attuale, nel medio termine, tutte le entrate dello Stato sarebbero destinate al solo pagamento di interessi sul debito. Dato che questo non è possibile, l’alternativa, in assenza di eurobond o di rinegoziazione del debito, è il default“.