Entro il 31 agosto il Governo imprimerà un’accelerazione al pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione, a fornire soluzioni strutturali per superare l’Imu sulla prima casa, a individuare le coperture per evitare l’aumento dell’Iva, ad attuare provvedimenti su ammortizzatori sociali e questione esodati. Lo ha deciso la “cabina di regia” di Palazzo Chigi. “Nel corso della discussione – si legge in una nota del governo – sono emersi forte sostegno politico, unità d’intenti e larga condivisione sull’impostazione, i tempi, il merito dei provvedimenti da attuare in materia di politica economica nei prossimi mesi, in particolare per ciò che attiene alla legge di Stabilità”. In particolare sull’Imu il governo si è impegnato entro il 31 agosto di “fornire soluzioni strutturali per il superamento dell’Imu sulla prima casa nell’ambito di una revisione della tassazione sugli immobili”. A Palazzo Chigi si sono riuniti il presidente del Consiglio Enrico Letta ha riunito i ministri Angelino Alfano, Fabrizio Saccomanni, Dario Franceschini, Graziano Delrio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio oltre ai capigruppo della maggioranza che sostiene l’esecutivo. 

Soddisfazione da parte del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che su Twitter parla di “apertura, confronto, collaborazione: un nuovo metodo di lavoro consolida i rapporti tra il Governo e la maggioranza”. Per Susanna Camusso, però, gli impegni presi dal Governo non sembrano essere sufficienti: “Mi pare che non si abbia il coraggio di fare una scelta”, ha commentato il segretario generale della Cgil. Pur definendo “interlocutorio” il comunicato finale di Palazzo Chigi, Camusso ha però apprezzato l’impegno su alcuni punti, tra cui l’accelerazione dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione, gli ammortizzatori sociali e gli esodati. Quanto all’Imu, Camusso ha ribadito la posizione della Cgil per renderla “equa e progressiva”, trasformandola in una “occasione per evitare una manovra in autunno”. Nel caso di una sua cancellazione, ha ammonito la segretaria generale della Cgil, si dovrebbero cercare nuove risorse per la copertura, a scapito di investimenti per lo sviluppo e l’occupazione. Si rischia, ha aggiunto, di tornare ad un “film già visto”, come “quando nel 2008 si abolì l’Ici e la valanga della crisi ci travolse”.