Tredicesimo appuntamento con la nuova rubrica del Fatto.it: Leonardo Coen, firma del giornalismo italiano, racconta il centesimo Tour de France tra cronaca, ricordi, retroscena e aneddoti.

Nel giorno del riposo, durante la rituale conferenza stampa della maglia gialla, sei delle dieci domande poste a Christopher Froome riguardavano i pesanti sospetti sulla sua strabiliante prestazione negli ultimi sette chilometri della salita del Mont Ventoux (versante nord). Froome si è innervosito. Ha detto, in sostanza (ehm) che lui e quelli della Sky hanno trascorso mesi per preparare questo Tour, “ci siamo fatti un culo così” – testuale: “We’ve been working our asses off” – e “parlare di doping invece che commentare la più bella vittoria della mia vita è assurdo e ingiusto”. Alzandosi e lasciando la sala, ha concluso: “That’s no cool“. Probabilmente avrebbe trovato più cool commentare l’aspetto puramente sportivo dei suoi mostruosi scatti su pendenze tra l’8 e il 9,5 per cento, dopo che per arrivare ai piedi della salita il gruppo aveva rollato a quasi cinquanta all’ora. Non si è reso conto che tutto è apparso esagerato e che tutti, a cominciare dagli scafati commentatori di France 1, la tv che ha i diritti della corsa e ridistribuisce le magnifiche riprese – queste sì, senza trucco – a 190 Paesi. Anzi, proprio ieri i giornalisti francesi citavano la cronaca in diretta condotta dal famoso e scaltro Thierry Adam e dall’ex corridore Cédric Vasseur. Sul blog En danseuse (dietro le quinte del centesimo Tour de France) ho rintracciato alcuni stralci della telecronaca.

Cédric Vasseur (tono sbalordito): “E’ surreale (…). Attacco alla Cancellara per Christopher Froome!”. (Fabian Cancellara è il corridore svizzero ultrapotente famoso per le sue poderose progressioni, ndr).

(Pausa. Silenzio del giornalista che non risponde al commento di Vasseur)

Vasseur (che insiste): “Attacco alla Cancellara, Thierry!”.

Thierry Adam: “Ah, ma non ho detto nulla!”.

Vasseur: “Ma ho visto il vostro gesto! Ma ho visto il vostro gesto! Attacco stando seduto sul sellino mentre scali il Mont Ventoux, posso assicurarvi che è per nulla facile!”.

Qualche istante dopo, Froome rallenta.

Vasseur: “Temporeggia, Christopher Froome. Forse gli hanno detto di temporeggiare, la dimostrazione era eccessiva, troppo forte…”.

Vasseur: “Avete visto l’accelerazione di Christopher Froome? Non ho mai visto nessun corridore attaccare in questo modo sul Mont Ventoux”.

Infatti, pochissimi istanti dopo, si vede Froome rallentare, mentre ascolta le istruzioni nel suo auricolare.

Vasseur: “Chiedono semplicemente a Christopher Froome di rallentare“.

Adam (sconcertato): “Perché? Qual è lo scopo? Per far bene la scena? Perché hanno paura che poi si dica che è dopato?“.

Vasseur: “Perché no? Bah, aspettate..hi hi…“.

Adam: “Bah, non c’è alcuna ragione…“.

Vasseur: “No, non c’è alcuna ragione di rallentare, con l’accelerazione che ha fatto a dieci chilometri dall’arrivo…“.

Adam (ancor più sconcertato): “Alcuna ragione. Che prenda trenta secondi o un minuto o due minuti, è lo stesso, non cambia più nulla. Vuole vincere il Tour o non vuole vincere il Tour. Dopo non si è obbligati di fingere e di far bene nella tabella“.

Vasseur (a sua volta abbastanza sconcertato): “Io ho espresso la mia impressione, Thierry, dopo pensate quel che vi pare“.

Silenzio. Nel frattempo, è doveroso segnalarvi il primo caso di doping a questo Tour. Beh, solo la conferma di un caso positivo. Ma individuato al Giro d’Algeria. Il ciclista turco Mustafà Sayar – che al Tour non corre – si è rimpinzato di Epo. Insomma, hanno pizzicato un pesciolino piccolo. Certo che dopo quel che è successo al Ventoux, non si sa più che pensare. O meglio, si sa bene che pensare ma senza prove non si può affermare nulla, solo insinuare dubbi, avanzare sospetti. Che tristezza, ormai basta che un corridore faccia qualcosa di straordinario e subito si scatena l’isteria – il web ne è la prova, anche i commenti in calce al nostro articolo di ieri lo dimostrano. Alberto Contador, per la cronaca, si è schierato dalla parte di Froome: “Non c’è alcun motivo per dubitare di Chris, io sono assolutamente convinto della bontà delle sue prestazioni”. Peccato che Oleg Tinkov, il patron della sua squadra, la SaxoTinkoff, abbia twittato: “Armstrong have had same dominance as Froome. And later i seen him crying to Oprah. I am too adult to believe in fairytales”, ovvero “sono troppo vecchio per credere ancora nelle favole…”. Per la vostra insaziabile curiosità, il messaggio di Tinkov è stato twittato alle 16 e 52 del 14 luglio. Da Pisa.