Non sono bastate 14 sentenze del Tar. All’imprenditore calabrese Antonio De Masi non è stato erogato il mutuo anti-usura nonostante ne abbia diritto, come stabilito dalla giustizia amministrativa. Ora lui vuole chiudere la sua azienda per “crimini di Stato”, dato che, come dimostrato in numerosi processi, è una vittima del sistema bancario italiano. Ma c’è di peggio, a maggio De Masi ha subito una pesante intimidazione mafiosa: 40 colpi di mitra contro il capannone della sua ditta di Gioia Tauro. Oggi l’azienda è piantonata dall’esercito e l’uomo vive sotto scorta, ma lui non si fida: “Mi ammazzeranno perché ho denunciato. Sono un morto che cammina”  di Lucio Musolino