Il Consiglio regionale del Piemonte vota un documento in cui condanna la “violenza verbale” di Davide Bono, eletto del Movimento 5 Stelle, usata per esprimere commenti sulla sua pagina Facebook. La decisione è stata votata proprio mentre al Senato il vicepresidente Roberto Calderoli si scusava per l’insulto al ministro Cécile Kyenge

Tutto trae origine dall’attivazione dell’inceneritore di Torino, opera molto criticata dal M5S per i rischi legati alla salute tanto che la Procura ha aperto un’indagine sul rischio di inquinamento. Una settimana fa, il giorno dopo l’accensione, Bono ha scritto sulla sua pagina un messaggio contro l’impianto, il progettatore e i politici che hanno sostenuto la creazione. In poche righe affermava che l’ingegnere del cantiere “si porterà fino alla tomba la responsabilità dell’avvelenamento dei torinesi” e inoltre sperava che “i primi a subirne le conseguenze siano i suoi figli, come i figli/nipoti di Foietta-Fassino-Bresso, ché almeno si estinguano i loro geni”.  

Il messaggio arriva subito alle orecchie di alcuni colleghi. “Mi hanno segnalato il messaggio – racconta Roberto Placido che ha firmato l’ordine del giorno insieme ad altri compagni del Partito democratico, Mauro Laus e Aldo Reschigna -. Augurare la malattia e la morte ai figli, ai nipoti e alla genia delle persone va ben oltre lo scontro delle legittime opinione politiche”. Un altro aspetto che ha dato fastidio è l’aver definito i consiglieri regionali fessi e collusi: “Ma io non sono né fesso né colluso, e neanche corrotto, come ha commentato un suo sostenitore”, continua Placido.  

Nel documento approvato i tre consiglieri del Pd chiedevano di condannare la violenza verbale di Bono e “l’intolleranza nei confronti di chi, legittimamente, esprime e propugna idee diverse”. Inoltre domandano a Bono di “esprimere le proprie idee anche e soprattutto nei luoghi preposti, ragionando sul merito delle questioni e non certo augurando nefaste prospettive alle future generazioni familiari dei politici che non la pensano come lui”. Infine c’è un richiamo al “rispetto del prestigio delle istituzioni democratiche, in cui deve sentirsi onorato di agire”: molti consiglieri sono preoccupati dalle critiche rivolte al Consiglio regionale, specialmente dopo l’indagine sui rimborsi spese ai gruppi politici. Fatta eccezione di Bono e del consigliere Andrea Buquicchio (Idv), i consiglieri hanno votato l’ordine del giorno.  

“È stata una perdita di tempo di un’ora e mezza. Abbiamo altre cose più importanti di cui parlare – afferma il consigliere M5S -. Poi se sono sicuri che l’inceneritore non faccia male non dovrebbero preoccuparsi di cosa uno scrive su Facebook, considerando che nei social network uno usa toni colloquiali, diversi da quelli che si usano nei comunicati”. Secondo lui “questa è la difesa del Pd torinese che ha dovuto far costruire la centrale per fare cassa, visto il debito che c’è. Per questo parlo di collusione”. Sulla speranza che le malattie provocate dall’inquinamento colpiscano prima i discendenti dei politici Bono si giustifica così: “È la legge del contrappasso: le colpe dei genitori ricadono sui figli, i loro come i nostri”.  

Per Placido però la questione non si ferma qui: “Denuncerò Bono per quanto scritto su Facebook dopo la mia critica. Accetto qualsiasi confronto verbale, ma non accetto offese né dubbi sulla mia onestà politica e personale. In Piemonte sono uno dei pochi consiglieri non indagati, mentre Bono lo è”. Nel frattempo il “grillino” ha scritto sulla sua pagina: “L’onore e la credibilità non si ricompra con le sentenze dei tribunali”.