Ore interminabili buttate in uno dei “non luoghi” per eccellenza, tra le file per il check-in, quelle all’imbarco e quelle per il ritiro dei bagagli. Per non parlare dell’attesa delle coincidenze in scali di passaggio o dei ritardi che a sorpresa inchiodano a terra. Negli aeroporti a volte il tempo sembra non passare mai, e allora come fare a renderli più accoglienti e a conferire loro un minimo di identità? È quello che Skyscanner, sito specializzato nella ricerca di viaggi e nella comparazione del prezzo dei voli, ha chiesto agli stessi frequentatori delle stazioni aeroportuali di mezzo mondo, domandando a 10mila di loro di quali servizi vorrebbero poter usufruire prima del decollo.

L’opzione di gran lunga più gettonata (49%) è stata quella di un cinema, per ingannare il tempo con le ultime pellicole uscite nelle sale. Segue a debita distanza (36%) la possibilità di avere a disposizione delle belle poltrone-letto per una “siesta” (optional già presente nell’aeroporto di Abu Dhabi alla modica cifra di 9 euro all’ora). Il podio è completato dalla richiesta di una biblioteca (32%), dove prendere in prestito gli immortali volumi di carta perché evidentemente i lettori digitali non bastano. Molto considerati anche gli spazi esterni delle aerostazioni con il desiderio di un parco al quarto posto (31%), di una piscina al settimo (20%) e addirittura di una spiaggia artificiale al nono (12%).

A completare la top ten la cura del corpo (il 30% vorrebbe un’”area bellezza” e il 15% una palestra), una zona per i bambini (21%) e delle biciclette per scorrazzare in libertà (11%). Servizi che possono apparire originali, ma non certo irrealizzabili: «Molte volte, quando si aspetta il proprio aereo, ci si mette seduti di fronte alle grandi vetrate che danno sulla pista per osservare gli aerei e il panorama, quindi perché non aggiungere un “altro” grande schermo come già hanno pensato alcuni grandi aeroporti come nel caso dell’avventuroso cinema 3D di Amsterdam – commenta Caterina Toniolo, Country Manager di Skyscanner Italia – inoltre quest’esigenza di fare sport e di curare il proprio aspetto, anche quando ci si trova di passaggio negli scali, fa avvicinare sempre di più il concetto di aeroporto a quello di una piccola “città temporanea”».

La graduatoria che disegna l’aeroporto dei sogni, tralasciando un 5% di aspiranti cantanti che avrebbe richiesto nientemeno che il karaoke, cambia un po’ se consideriamo solo le risposte delle donne o degli uomini. Se infatti il cinema mette d’accordo entrambe le metà del cielo, ben il 45% delle viaggiatrici (contro il 14% maschile) bramerebbe una zona trucco con cosmetici e prodotti gratuiti per i capelli e non disdegnerebbe affatto (12%) un personal shopper per orientarsi nel duty free; tra gli uomini si segnala invece un 8% di novelli Tiger Woods che vorrebbero un’imprescindibile area per praticare il golf.

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