Il senso di colpa è una di quelle emozioni che non si vorrebbe mai provare. E’ quella sensazione di essere immorali e riprovevoli per qualcosa che si è fatto, per qualche norma che si è trasgredita, per qualche danno reale o presunto che si è arrecato.

Non parlo di colpa, che è cosa ben diversa, che è la trasgressione di una legge, lì si vede chi è colpevole e di cosa. La colpa è un fatto oggettivo. 

Il senso di colpa invece è assolutamente soggettivo e possono essere infiniti i motivi che lo innescano.

C’è chi si sente in colpa verso moglie e figli perché ha il conto in rosso e non riesce a far fronte alle esigenze familiari più semplici, perché sente di aver tradito le loro aspettative, perché sente di non essere il marito e il padre ideale che si prende cura della famiglia .

C’è chi si sente in colpa perché desidera una vita diversa, lontana dalla sua problematica famiglia di origine, da cui però sente di non potersi allontanare. Se li lasciasse soli,loro, non se la caverebbero.

C’è chi invece prima di andare a letto controlla mille volte se la levetta del gas è chiusa. Sente di doverlo fare per proteggere i suoi genitori dalle fughe di gas, per farlo a volte ritarda per ore il momento di andare a letto.

C’è chi si sente in colpa dopo essersi riempito lo stomaco a dismisura: non aver saputo controllare l’impulso ha messo a rischio la propria immagine corporea e la propria proponibilità sociale.

I sensi di colpa non si possono eliminare. Si possono capire, significare, articolare, Quando la loro intensità è tollerabile, hanno l’importante funzione sociale di segnalare se e quanto è stato creato un danno per permettere di riparare.

Altra cosa è se l’intensità è distruttiva e prevede solo punizioni e dolore per gli errori commessi.

Come per altre faccende umane, anche qui le esperienze familiari fanno la differenza. L’essere cresciuti in ambienti dove l’affermazione delle proprie esigenze è subordinata alle aspettative familiari e/o al rispetto di rigide regole, predispone più facilmente a sentimenti di colpa severi e intensi accompagnati dalla paura di essere puniti e da  sentimenti di indegnità e inadeguatezza.

Sentirsi in colpa per la sofferenza di qualcuno e attribuirsene la responsabilità, ha un suo lato positivo perché implica mettersi al centro del mondo di quella persona e riconoscersi il potere di danneggiare o aggiustare la sua vita.

I sentimenti di colpa implicano valutazioni e giudizi rispetto all’inadeguatezza, all’indegnità, all’essere o meno all’altezza della situazione. La responsabilità è invece legata al semplice fatto di agire, di avere generato una conseguenza con la propria azione.. Riconoscersi una responsabilità è ben diverso dall’attribuirsi una colpa.

Esistono anche  sensi di colpa “buoni”, sono quelli che emergono in seguito a scelte autonome fatte in barba alle aspettative del partner o della famiglia, dolorosi ma positivi perché rappresentano l’affermazione della propria individualità, meglio tollerarli e accettarli come prezzo da pagare in funzione di una crescita personale.