La storiella del “giornalismo fazioso” è una delle più grandi boiate contemporanee. Tutti i giornalisti sono “faziosi”, nel senso di condizionati dalla propria cultura. Non esiste il giornalismo “oggettivo”, troppo spesso confuso con quello cerchiobottista. I fatti sono oggettivi, le opinioni no. 

Esiste casomai il giornalismo “obiettivo“, che è un’altra cosa, e soprattutto intellettualmente onesto.

Tutti hanno simpatie. Dichiarate o meno. I più grandi giornalisti erano schieratissimi, da Bocca a Montanelli, ed erano duri anzitutto con chi amavano.

Diffidate da chi si erge a oggettivo: è gente pericolosa e subdola, che difende sempre il potere. L’equidistanza, che è cosa ben diversa dall’onestà intellettuale, è un’altra presa per il culo di certi scribi italici.

C’è però un altro aspetto. Esiste una faziosità accettata e una non accettata (e in questo, se non altro, le penne migliori del centrodestra hanno ragione). Il giochino del giornalismo italiano è molto semplice: se sei vicino al Pd o al limite a Sel, non sei “fazioso” o “servile” ma “giusto”. Il 90% dei conduttori italiani di talkshow vota a sinistra. Eppure non ho mai sentito dire che Lerner è il Fede di Bersani (Lerner è pure iscritto al Pd). O che Formigli è il lacchè di D’Alema. O che Telese è il servo di Vendola. O che Floris è il megafono di Letta. Ed è giusto che non lo si dica, perché sono colleghi onesti. Con le loro idee, come tutti.

Santoro è vicino a Ingroia, Ruotolo si era persino candidato con lui: “eppure” sono bravi e certo liberi. Votare un partito o un movimento non significa non vederne i difetti (non per tutti, almeno).

Potrei citare tanti altri esempi di giornalisti diventati politici. E potrei ricordare che – per esempio – Michele Serra vota Pd, come quasi tutto il colosso Repubblica/Espresso. “Eppure” è molto bravo. Polito vota D’Alema (e si vede), Battista vota chi gli fa comodo, Calabresi vota Jovanotti. Tutti votano qualcuno, e lo si capisce leggendoli e ascoltandoli.

C’è però la pretesa piddina di far passare per “illuminata” l’appartenenza al centrosinistra (anche se non ne becca una da vent’anni e da vent’anni gestisce buona parte dell’informazione dissestata attuale) e “serva” la simpatia per il cosiddetto “giustizialismo”. Come se Bersani fosse la luce e Grillo o Ingroia il Demonio. Se voti Pd sei libero, se hai votato M5S (e magari vieni pure dalla sinistra) sei un leccaculo. 

Ma chi volete prendere in giro, ragazzi? Eddai. 
L’anello al naso, ormai, ce l’hanno solo gli elettori più convinti del Pd. Il mondo sta cambiando in fretta e, se continuate così, rischiate di far la fine dei grammofoni in tempo di iPod. 
Sveglia, su.