9 canzoni 9 di Marco PipitoneSeppur il blog autorizzi una certa libertà espressiva, non amo scrivere “in prima persona”, non lo faccio mai, non mi piace. Va da sé che c’è sempre spazio per l’eccezione, soprattutto quando a manifestarsi è la volontà di sancire alcune cose.

L’occasione è data all’indomani dell’uscita del mio post “Il Pacco dei Daft Punk”. Ebbene, quelle parole hanno sollevato (e continuano a sollevare) un mare di critiche; le vostre opinioni (non tutte a dire il vero) si sono rivelate – eufemisticamente parlando –  “un autentico esercizio di stile”. Alcuni di voi capitano regolarmente “dalle mie parti” soltanto per insultare, dimenticandosi che “anziché imbruttirsi a tal punto”, esisterebbe la possibilità di volgere lo sguardo altrove. Vero è che “l’indispettimento” può essere comprensibile ma secondo la mia opinione dovrebbe viaggiare di pari passo con l’educazione e il rispetto delle parti.

Altri ancora non leggono ciò che scrivo, si limitano a comprendere ciò che vogliono dandomi dello spocchioso, mal che vada dell’incompetente (salvo poi sostenere il mio pensiero in altri blog musicali), gli stessi (sì perché si danno appuntamento), amano celarsi dietro nomignoli, fanno branco “laikandosi” vicendevolmente e naturalmente non accettano nulla di quanto da me asserito; laddove si manifesta l’affermazione del mio pensiero, si contrappone “il verbo”. Sarà pur banale ma il fatto che io possa sostenere un modo diverso di vedere le cose – giuste o sbagliate che siano – è un mio diritto.

Ma il ventaglio dei colori prevede delle ricche varietà di sfumature, esistono infatti, anche coloro che mi attaccano per questioni inique; come quel tale che mi dice che i Daft Punk non usano il vocoder ma un talk box oppure quell’altro che grida al sacrilegio perché oso affermare che “Nonostante le critiche quei 600 like vorranno pur dire qualche cosa”… Mannò, i like sono cose per deficienti! Anzi, una caduta di stile solo parlarne. Più espressivo e di classe insultare a spron battuto, altrochè!

Nel mezzo ci si mettono pure i colleghi blogger. Un certo Alberto Asquini, abile nel professarsi “critico musicale non interessato alla tuttologia” (ma poi nel suo blog scrive genericamente di Sanremo e del Primo Maggio), ha colto l’occasione per redigere un post partendo proprio – a suo dire – “dalle mie mancanze” o come dice lui facendo prevalere nella critica espressa i miei gusti personali. E quali altri avrei dovuto mettere in evidenza? Le cose che scrivo – almeno su queste pagine – sono filtrate dalle mie opinioni (che altro in un blog?), le quali restano (in)variabilmente collegate alla mia professione ovvero quella del dj.

Asquini afferma che i gusti personali non contano ma poi si spertica nel celebrare l’opera omnia dei DP sostenendo cose quantomeno discutibili: dove sta scritto che Discovery sia un disco cruciale degli anni zero? Chi lo dice? Così come resta quantomeno azzardato dichiarare che i Daft Punk hanno sdoganato la musica elettronica per le masse. Non è questa un’opinione personale? Se non è – mio dire –  qualunquismo questo, poco ci manca. Ma andiamo oltre, era doveroso rispondere al giovane critico musicale, nulla più, “mica stiamo facendo i permalosi”, ognuno sia libero di pensarla come meglio ritiene.

È arrivato anche il tempo per fare mea culpa ovviamente. Mi scuso con le tante persone sensate e raziocinanti che leggono e commentano, fortunatamente ne esistono (ma spesso vengono sopraffatte), mi scuso anche per aver prestato in alcune occasioni il fianco a certe sterili discussioni, bisognerebbe isolarle evitando di rispondere, fino a esaurimento (Travaglio docet!) .

Al solito dj qualunque riesce difficile farlo, almeno quanto scrivere “in prima persona” per sancire alcune cose.

9 canzoni 9 … in prima persona

Lato A

Melt • Leftfield

Little Fluffy Clouds • The Orb

Take California • Propellerheads

Spoonman • Underworld 

Lato B

National Anthem • Radiohead

Pilot • Notwist

Remind Me • Royksopp

Just Don’t Know • El Guapo

Keep the Streets Empty For Me • Fever Ray