Un addio tra strette di mani e occhi lucidi, ma pur sempre un addio. Dopo poco più di un anno al fianco di Federico Pizzarotti, l’assessore al Bilancio del Comune di Parma Gino Capelli lascia la poltrona per tornare al proprio lavoro. Al suo posto c’è già pronto un sostituto, il docente universitario Marco Ferretti, presentato pubblicamente lunedì mattina dal sindaco e dallo stesso ex assessore.

Ferretti, 43enne ricercatore in Economia delle aziende pubbliche per l’Università di Parma, è stato individuato in accordo con l’Ateneo ducale, che continuerà a pagarlo “prestandolo” al Comune, che così risparmierà il costo di un delegato. Unica “macchia” nel suo curriculum, un passato da consigliere di quartiere nella lista che sosteneva l’ex sindaco Pietro Vignali e una collaborazione come docente a un progetto di Bilancio partecipativo con l’allora amministrazione. “E’ stata un’esperienza marginale” ha minimizzato Ferretti, che era stato tra i tanti ad avere inviato il suo curriculum al M5S dopo la vittoria di Pizzarotti e che a distanza di un anno riceve il testimone dell’uomo più importante della sua giunta.

Oggi è un momento difficile – ha detto il sindaco – perché siamo di fronte al passaggio da una persona che ci ha aiutato molto e ci ha risolto tanti problemi, a cui dobbiamo dire grazie, a un’altra”. L’addio di Capelli rappresenta un duro colpo per la squadra di Pizzarotti. Primo a essere nominato in giunta, l’assessore al Bilancio o “sindaco ombra”, come ultimamente veniva definito in città, era il garante per le banche, l’uomo con il delicato compito di rimettere in sesto il Comune gravato da oltre 800 milioni di debiti e di mettere mano alla galassia di società partecipate in rosso. Ufficialmente nessuna polemica dietro al primo rimpasto dell’amministrazione Cinque stelle: Capelli, commercialista conosciuto in città come curatore fallimentare, ha lasciato perché l’impegno con la giunta non gli consente, come aveva espresso a inizio mandato, di continuare parallelamente la propria attività professionale.

“Non sono deluso dalla politica” ha detto Capelli, che si è reso disponibile ad affiancare in caso di necessità il suo successore nelle questioni più delicate “è stato bello lavorare per il bene della comunità”. Anche il sindaco su Twitter aveva parlato di “una scelta concordata”, dal Comune avevano assicurato che non c’era “nessuna rottura”, tanto che l’assessore ha scelto di andarsene un mese fa, ma prima di farlo ha dato il tempo al sindaco di trovare il suo successore. Una versione ribadita anche nella conferenza stampa di commiato, che però ha fatto storcere il naso alla minoranza. Il Pd ha parlato delle dimissioni di Capelli come una “resa”, indicando nelle motivazioni “un’assunzione di impotenza rispetto a un quadro debitorio che non si è riusciti a risanare e un’incompatibilità latente con il sindaco e la giunta che non sono mai stati all’altezza di esprimere un reale sostegno” alla sua azione di tecnico.

Di tutt’altro avviso il capogruppo M5S Marco Bosi, che con commozione ha ricordato che Capelli rappresenta l’idea del Movimento di “una persona che sceglie di dedicare una parte della sua vita e della propria professionalità alla politica, senza bisogno di usarla come trampolino di lancio”. Capelli dal canto suo ha lasciato una lettera indirizzata al sindaco Pizzarotti in cui, oltre ai ringraziamenti, fa il punto della situazione economica del Comune. “Il momento drammatico in cui versava il Comune è alle spalle e credo che già dal prossimo anno si possa iniziare a programmare un futuro per la nostra città”. Il debito è stato ridotto di 200 milioni di euro, ma per le società partecipate il conto è tutt’altro che chiuso, come riconosce lo stesso ex assessore: “Il sistema bancario non ha supportato le nostre richieste come avremmo voluto” scrive, anche se resta “l’orgoglio di avere portato in consiglio comunale come mai prima accaduto le vicende delle società partecipate dal Comune”. Sulle spalle di Capelli hanno pesato e non poco il fallimento della partecipata Spip e la situazione in bilico delle altre società Stt e Parma Infrastrutture, e ancora le polemiche sulle tariffe al massimo e il taglio del Quoziente Parma.

Una politica di austerità che in parte, anche se con margini di apertura, proseguirà anche con Ferretti, visto che i problemi del Comune non sono certo esauriti, a cominciare proprio dalle società partecipate: “Più progettualità ma nessuna spesa allegra”, si affretta a dire il neo assessore, che entrerà formalmente in carica a metà luglio “Dobbiamo tutelare l’economia del territorio, ma se ci saranno opportunità per investire, le coglieremo. Ben vengano le spese allegre, se sono per esempio quelle per la copertura dei tetti delle scuole”. Il nuovo ingresso nella giunta garantirà inoltre la collaborazione con l’Università di Parma, che come ha ricordato il sindaco “in passato era quasi inesistente. Questa nomina – ha concluso Pizzarotti – apre una stretta collaborazione con l’Università, sarà un nuovo inizio”.