Vittorio Sgarbi arriverà il 23 luglio prossimo a Bologna, in qualità di esperto d’arte, per assistere ai colloqui di selezione per il nuovo direttore dell’Istituzione musei. A chiamarlo in causa è stata la consigliera comunale della Lega nord, Mirka Cocconcelli, dopo che il concorso pubblico per quella posizione è finito nell’occhio del ciclone: il suo esito, secondo voci trapelate da Palazzo d’Accursio, sarebbe stato già deciso in precedenza e prevedrebbe la riconferma di Gianfranco Maraniello, dal 2005 ai vertici delle gallerie cittadine. “Ho già mandato una domanda agli uffici comunali per assistere, lui e io, come uditori”, spiega al Fattoquotidiano.it l’esponente del Carroccio. “Sgarbi mi ha già dato la sua disponibilità a essere presente il 23 luglio. Dal punto di vista professionale è uno tra i migliori in Italia, e soprattutto, è una figura terza rispetto alla città”.

In consiglio comunale Cocconcelli ha esposto tutte quelle che secondo lei sono le anomalie della selezione: “La comunicazione del bando è stata pubblicizzata on-line per soli 15 giorni sulla pagina dei concorsi del Comune: una comunicazione fra le più veloci che la storia dei concorsi pubblici ricordi. I candidati che sono riusciti a presentare i curricula in un tempo così breve sono stati solo 25 e le rispettive credenziali sono attualmente on-line”. Tra questi candidati tuttavia figurano nomi di tutto rispetto: Elena Vassilika, direttore del museo egizio di Torino, Massimo Mangiarotti, direttore dell’azienda che ha costruito l’Opera House di Sidney ed il Guggenheim Museum di Bilbao e che costruirà due delle quattro torri di Ground zero a New York; Luigi Di Corato, direttore generale Fondazione Musei Senesi.

“Mago Merlino è tornato? Sentendo alcune dichiarazioni sembrerebbe proprio di sì”, ha ironizzato in aula la consigliera, ex Movimento 5 stelle, Federica Salsi. Finora, dal 2005 a oggi, le nomine di Maraniello non erano mai avvenute per concorso. Adesso però con la nascita della Istituzione Bologna musei, la procedura è obbligatoria. 

Le presunte anomalie del bando tuttavia sono diverse: “La durata dell’incarico risulterebbe di 5 anni, rinnovabili, con decorrenza dal 1 novembre 2013, quando una legge del 2000 stabilisce che incarichi di questo tipo non possano avere una durata superiore al mandato elettivo del sindaco. Come è possibile dunque che per il contratto in questione si parli di 5 anni, oltretutto rinnovabili; quindi ben oltre la scadenza di mandato del sindaco Merola?”, ha chiesto in aula la consigliera Cocconcelli, riportando anche passaggi dell’articolo di Affari italiani che ha sollevato il caso. “Oltretutto, Maraniello ha già goduto di diverse proroghe”.

Ma le stranezze di questa nomina non finiscono qui. Lo scorso 25 giugno, in una intervista, Lorenzo Sassoli de’Bianchi, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Istituzione (e patron di Valsoia) aveva auspicato una riconferma di Maraniello: “Io spero che possa vincere lui”. Sassoli de’Bianchi tuttavia è lo stesso che, una volta che la commissione avrà scelto una rosa di nomi a seguito dei colloqui del 23 luglio, dovrà poi consigliare il sindaco Pd Virginio Merola, che procederà personalmente alla nomina.

Per Merola e la sua amministrazione si preannuncia un’estate molto calda sul fronte delle nomine, argomento che già in passato non fece dormire sonni tranquilli all’ex assessore di Sergio Cofferati. La questione è economica oltre che politica. Quel posto vale uno stipendio di oltre 100 mila euro l’anno e il controllo di 12 musei cittadini.