Non è semplice essere Papa e ancora di più fare il Papa.

Anche perché non lo si fa “volontariamente” ma si è chiamati a questo compito.

Dal 13 marzo 2013, in soli quattro mesi si è avuta la dimostrazione di come qualcosa stia davvero cambiando.

Il Vaticano che dovrebbe essere, in teoria, il luogo della “tranquillità” è invece , da sempre, pieno di contraddizioni spesso oscurate da un buio artificiale.

Ora, una luce potente illumina le tante sfumature di verità celate ai molti, credenti e non, ma ben note agli “addetti ai lavori”.

Questo Papa è un autentico Riformista, perchè in breve tempo, ha dato senso a questo termine con una dolce rivoluzione che sta sconvolgendo positivamente il mondo.

Riforme silenziose e al tempo stesso rumorose, attraverso frasi immediate che diventano programmi. Affermazioni di principio che svecchiano un sistema.

Papa Francesco ha già rivoluzionato il modo di pensare e ormai le dighe si sono aperte.  La “torcia” sta illuminando i volti e le cose giuste. “San Pietro non aveva una banca”. E lo Ior ha iniziato a sgretolarsi come avviene quando si abbatte un edificio abusivo.

Il Riformismo di Bergoglio è un forte insegnamento anzitutto per l’Italia, che sta dimostrando di essere  incapace di ristrutturarsi, e che sa solo mettere una vecchia carta da parati su muri fatiscenti, resi tali dal continuo trasudo di perdite di credibilità.

Una questione morale che tarda ad arrivare e a farsi largo in un sistema che non vuole cambiare connotati.

Ecco perchè l’azione riformista del Papa deve fare moto riflettere. Egli sta cambiando non solo il volto della “Sua” chiesa, ma anche le modalità comportamentali ancorate a vecchi modelli “di gestione”.

Il punto di partenza è ovviamente etico con l’individuazione di precise responsabilità. In altre parole, le mele marce debbono essere allontanate poichè contaminano anche quelle buone.

Questa riforma epocale arriva proprio in tempi di crisi non solo economica ma anche di valori essenziali. Una crisi in molti casi causata dall’errore e dall’errare umano.

Forse questo autentico riformista arriverà presto alla Riforma delle Riforme. La vera equità, quella sostanziale: uguali opportunità per tutti. La visita a Lampedusa, rappresenta un esempio di fondamentale importanza perché in sole quattro ore il mondo avrà gli occhi puntati sugli ultimi. Gli ultimi saranno accolti nella loro periferia che diventa così centro del mondo.

E anche i “non credenti”, nel senso più ampio del termine, forse cominceranno a credere che le vere riforme partono “dall’altra parte del mondo” per cambiare ogni sistema.