Ci sono 102 milioni di buone ragioni per cui Silvio Berlusconi ha bisogno di capitali freschi per mantenere in vita Forza Italia e rilanciarla. I 102 milioni sono euro (per la precisione ammontano a 102.720.617) e si tratta delle fidejussioni personali che ha rilasciato per tutelare di fronte alle banche e ai creditori il partito fondato nel ’94. Da oltre quattro anni il movimento azzurro non esiste più (nel 2009 si è fuso con An per dar vita al Pdl), ma il Cavaliere continua a pagarne i debiti: 75 milioni di euro solo per il 2012, ben 20 in più rispetto all’anno precedente come conseguenza del dimezzamento dei rimborsi elettorali.

Spulciando l’ultimo rendiconto, in possesso dell’Adnkronos, si scopre che Fi ha chiuso il bilancio con un rosso di 25,525 mila 232 euro e un disavanzo patrimoniale complessivo di 67milioni 937mila 788 euro. Visto il peso delle sofferenze, l’ex premier ha dovuto firmare nel febbraio 2013 un assegno da 15 milioni di euro per estinguere un vecchio debito azzurro da 14 milioni 807mila 342 euro nei confronti del Pdl. L’eccessiva esposizione, raccontano, avrebbe convinto il Cav a lanciare una ‘nuova cosa azzurra’ basata esclusivamente sull’autofinanziamento (attraverso la tecnica del fund raising), affidando a imprenditori di razza il controllo del territorio. Un modo per contenere i costi di gestione e ricostruire un rapporto diretto con i militanti e gli elettori, sfruttando al massimo le potenzialità di manager dotati di grande esperienza sul campo. Il progetto prevede anche una struttura organizzativa ridotta all’osso con pochi responsabili di settore e un solo coordinatore (in pole c’è sempre Daniela Santanchè, specialmente qualora non dovesse essere nominata vicepresidente della Camera).

Il progetto di rilancio di Fi ancora non è partito e per ora resta sul tavolo di palazzo Grazioli, per le forti resistenze interne. Anche se i falchi scommettono su tempi brevi, bisognerà aspettare settembre per parlare di ‘rivoluzione azzurra’. In privato Berlusconi va ripetendo che resta molto forte la tentazione di lanciare una ‘nuova cosa azzurra’ per usarla come arma elettorale in caso di rottura con il governo Letta. Ma nei fatti prende tempo, perché non ci sarebbero ancora le condizioni politiche. Molto, assicurano dalle parti di via dell’Umiltà, dipenderà dagli sviluppi delle vicende processuali del Cav. Analizzando le singole poste del rendiconto del movimento di Fi, spicca l’aumento di 27milioni 178mila 917 euro dei “debiti complessivi” rispetto all’anno passato. “Questo effetto – scrive l’unico tesoriere, il senatore Sandro Bondi – è stato provocato dall’incremento dell’esposizione finanziaria per complessivi 12 milioni 398mila 347 euro e dall’iscrizione del debito verso il Pdl per 14 milioni 807 mila 342 euro”, poi estinto dal Cav con l’assegno personale di 15milioni di euro. I costi ‘per servizi’ ammontano a 1milione 084 mila 625 euro e sono così ripartiti: 346mila 705 euro di spese per collaborazioni e consulenze e 168mila 157 euro per le utenze telefoniche. In particolare, 147mila 226 euro sono stati pagati per servizi di produzione e postproduzione audiovideo e 60mila 626 euro per internet.

Al 31 dicembre Fi non detiene partecipazioni, né tramite società fiduciarie, né per interposta persona, in società editrici di giornali o periodici. Restano, però, a carico del movimento azzurro anche i costi della Tv della Libertà, fortemente voluta da Michela Brambilla nel 2008 quando era leader dei Circoli della libertà, che lo scorso anno ha sospeso le trasmissioni. “Nel 2008 Fi ha acquistato la totalità delle quote dell’impresa ‘La Tv della Liberta’ srl con socio unico, società che gestisce la televisione omonima in onda con le proprie trasmissioni sul canale satellitare 897 di Sky – scrive il tesoriere e commissario straordinario Bondi nella relazione gestionale – il valore nominale delle quote possedute è di 100.000, pari all’intero capitale sociale”. Nel corso del 2012 e fino al 31 ottobre, informa Bondi,“la società ha proseguito le sue programmazioni sostanzialmente indirizzate alla divulgazione delle informazioni e dei filmati relativi all’attività istituzionale del presidente Berlusconi e del governo da lui presieduto. Successivamente – prosegue il senatore – la società ha sospeso le trasmissioni in attesa della definizione di nuove strategie di comunicazione che il nostro movimento andrà nei prossimi tempi a indicare”. Conti alla mano, nell’ultimo anno Berlusconi si è proprio svenato. Sulle sue spalle gravano anche le casse pidielline: ad aprile ha dovuto sborsare “a titolo di prestito infruttifero con scadenza 30 aprile 2014” 2,8 milioni di euro per finanziare la manifestazione nazionale organizzata dal Pdl il 23 marzo in piazza del Popolo a Roma contro ‘l’oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria’. E ha dovuto aumentare le fidejussioni personali anche nei confronti del Popolo della libertà, portandole da 4 a 14,8 milioni di euro.